Vannacci annuncia sostegno ad Alemanno e consolida il consenso in Veneto
Roberto Vannacci tornerà appositamente da Bruxelles il 24 giugno per accogliere Gianni Alemanno all’uscita dal carcere di Rebibbia. L’ex sindaco di Roma terminerà quel giorno di scontare una pena di un anno e dieci mesi per finanziamento illecito e traffico di influenze, nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di mezzo” originariamente nota come Mafia Capitale. La notizia è stata riportata dal Fatto Quotidiano. "Rientrerò appositamente da Bruxelles per essere a Roma in una giornata particolarmente significativa per Gianni Alemanno – ha dichiarato il generale –. Lo incontrerò a cena assieme alla dirigenza di Futuro Nazionale: sarà un momento di confronto, di vicinanza e di condivisione politica. Ritengo doveroso esserci in un passaggio così importante della sua vita. Non si tratta soltanto di un gesto personale, ma di un segnale umano e politico: Futuro Nazionale non lascia indietro nessuno". Per Vannacci, Alemanno "rappresenta un valore aggiunto per Futuro Nazionale e per tutti coloro che vogliono rimettere al centro la Patria, la sovranità, l’identità e gli interessi degli italiani". La mossa arriva in un momento di forte tensione interna al centrodestra. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sottolineato come Vannacci stia diventando "il più grande atout nelle mani della sinistra", regalando "a quelli che dice di voler combattere proprio la possibilità reale di vincere". Mentre a Roma si prepara l’evento di accoglienza, in Veneto Futuro Nazionale registra una crescita significativa. I comitati si moltiplicano e gli iscritti hanno superato quelli della Lega, attestandosi intorno agli 11 mila. Decine di amministratori locali stanno lasciando i partiti di centrodestra per confluire nel nuovo soggetto politico guidato dal generale. Stefano Valdegamberi, coordinatore regionale e figura chiave del progetto, descrive un partito in espansione che attira sia ex secessionisti sia delusi della politica tradizionale. "Solo in Veneto abbiamo più di 11mila iscritti, oltre 170 comitati, una quarantina di amministratori locali già passati con noi", ha spiegato, pur ammettendo la necessità di una selezione attenta della classe dirigente per evitare "mele marce".
Tra i nuovi aderenti spicca Joe Formaggio, ex sindaco di Albettone ed ex consigliere regionale di Fratelli d’Italia, noto per posizioni controverse su immigrazione, rom e omosessuali, e per aver conservato in passato un busto di Mussolini. Formaggio, che si sente "finalmente libero" nel nuovo partito, ha promesso che il Veneto premierà Vannacci più di ogni altra regione e ha ribadito la propria visione sulla remigrazione: "Li carichiamo sulla camionetta della polizia e li rispediamo nel loro Paese". La crescita di Futuro Nazionale avviene in una regione segnata da profonde contraddizioni: una delle economie più forti d’Italia, con bassissima disoccupazione, ma anche disagio diffuso su sicurezza e immigrazione. Molti elettori e amministratori sembrano attratti dagli slogan del generale, che intercettano malumori latenti e nostalgia per un’identità più marcata. Critici come lo scrittore Paolo Malaguti osservano però che queste posizioni estremizzano retoriche già presenti nelle famiglie moderate, elevandole a programma politico. Nel centrodestra veneto tradizionale prevale una linea di cautela. Roberto Marcato, fedelissimo di Luca Zaia, invita la Lega a "recuperare il proprio DNA" senza rincorrere Vannacci: "Siamo post-ideologici, né di destra né di sinistra. Semplicemente, difendiamo i territori". L’appuntamento romano del 24 giugno e la spinta veneta delineano così la doppia anima della strategia di Vannacci: gesti di solidarietà interna per consolidare un’area di destra radicale e radicamento territoriale dove il malcontento verso la politica tradizionale è più acuto.
Fonte: il Fatto Quotidiano
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