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| Cronache Italia

Siena, tredici minori indagati per propaganda neonazista

AMDuemila

Slogan sequestrato e istruzioni per ordigni: la Digos ha sequstrato armi, simboli fascisti e materiale d’odio razziale 

Sono tredici i minorenni che a Siena sono stati accusati di propaganda neonazista, odio razziale e possesso illegale di armi. Secondo quanto riferito dalla questura e dagli investigatori della Digos, i ragazzi avrebbero utilizzato chat private per condividere contenuti estremisti ispirati al nazismo e al fascismo, manifestando posizioni suprematiste e discriminatorie contro immigrati, persone LGBTQ+ e cittadini di religione islamica.

Durante le perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, gli agenti hanno sequestrato numerosi oggetti riconducibili al neofascismo: busti di Benito Mussolini, cimeli militari, maschere antigas, munizioni e altri materiali. Tra gli oggetti ritrovati figuravano anche coltelli, un tirapugni con simboli nazisti e un fucile funzionante. Gli investigatori ritengono che alcuni dei ragazzi stessero valutando la possibilità di organizzare aggressioni e ronde contro cittadini stranieri presenti nel territorio senese.

Le indagini hanno inoltre evidenziato la presenza di quattro chat utilizzate dal gruppo. Una di queste era denominata “Partito Repubblicano Fascista”. All’interno delle conversazioni venivano condivisi slogan suprematisti, immagini di Adolf Hitler, simboli del movimento “White Pride Worldwide” e istruzioni per la costruzione di ordigni artigianali. Secondo la polizia, alcuni membri del gruppo avrebbero anche effettuato test esplosivi in aree di campagna.

L’inchiesta è stata avviata nell’estate del 2025 dopo la segnalazione di due genitori, allarmati da alcuni discorsi fatti al proprio figlio da coetanei che sostenevano di poter procurare armi. Tutti i ragazzi coinvolti sarebbero incensurati e provenienti da famiglie considerate appartenenti al ceto medio. Oltre ai reati legati alla propaganda fascista e all’odio razziale, nei dispositivi elettronici sequestrati sarebbero stati trovati anche contenuti pedopornografici. Le accuse formulate nei confronti dei minori comprendono quindi detenzione illegale di armi, diffusione di materiale pedopornografico, propaganda fondata sull’odio etnico e razziale, nonché apologia di fascismo e nazismo.

Fonte: La Repubblica