Report: il Comitato etico Rai deciderà a breve se sostituire Ranucci
Oggi l'interrogatorio dell'ex direttore de 'L'Avanti' nel carcere di Rebibbia
Si preannuncia un Ferragosto decisivo per Sigfrido Ranucci e per Report. Il Comitato etico della Rai è riunito in queste ore, ha svolto audizioni e verifiche e dovrebbe formulare entro questa settimana un parere non destinato a pubblicazione sulle eventuali violazioni del codice etico e sul rispetto dei principi aziendali legate ai rapporti tra il conduttore e Valter Lavitola. La relazione sarà quindi sottoposta, forse già domani, all’amministratore delegato Giampaolo Rossi, che farà le proprie valutazioni di carattere editoriale sulla prossima stagione del programma, in partenza l’8 novembre. Non partirà invece subito l’audit interno. La procura di Roma ha risposto alla richiesta avanzata dalla tv pubblica il 30 luglio scorso, precisando che non è necessario alcun assenso dell’ufficio giudiziario perché si tratta di un’attività amministrativa interna. L’audit, che dovrebbe essere avviato da Delia Gandini, Direttrice Internal Audit e presidente del Comitato etico, comporterebbe verifiche documentali e audizioni ritenute impensabili in questa fase. Resta dunque la relazione del Comitato a orientare o meno le scelte sulla conduzione.
L'interrogatorio di Valter Lavitola
Nel frattempo le telecamere sono puntate sul carcere di Rebibbia. A mezzogiorno di oggi avrà inizio l’interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola, arrestato lunedì all’ora di pranzo con l’accusa di aver organizzato l’attentato contro Ranucci. All’ex direttore dell’Avanti! è contestata la detenzione illegale di armi aggravata dal metodo mafioso; rischia oltre dieci anni di carcere. Le prime ventiquattro ore di reclusione sono state occupate da pratiche amministrative: fino alle 22 circa di due giorni fa è rimasto in caserma, poi è stato trasferito a Rebibbia. Non ha ancora potuto consultare il suo legale storico, l’avvocato Sergio Cola, e resta sospesa la decisione se rispondere o avvalersi della facoltà di non rispondere. All’interrogatorio parteciperà anche il pm della Dda Edoardo De Santis, titolare dell’inchiesta insieme a Carlo Villani fino a inizio luglio, quando quest’ultimo è passato a procuratore di Velletri. Durante l’esecuzione del provvedimento i carabinieri del Nucleo investigativo, guidati dal colonnello Dario Ferrara, hanno perquisito l’appartamento a Monteverde Vecchio e sequestrato i dispositivi rinvenuti, che si aggiungono a quanto già acquisito il 4 luglio (tre telefoni cellulari, due pen drive e sette manoscritti). La Procura ha disposto l’analisi del contenuto.
Legale di Ranucci: è vittima per tre volte
Dal fronte difensivo arriva una netta presa di posizione. L’avvocato Roberto De Vita, difensore di Ranucci, afferma: "Sigfrido Ranucci è tre volte vittima". "Ranucci è vittima di un attentato grave e pericoloso". "Ma poi Ranucci è vittima del tradimento e della strumentalizzazione da parte di un amico in un delirante teatro della follia (se i fatti verranno definitivamente accertati)". E ancora: "Ranucci è in ultimo vittima con forse maggiore gravità di una massiva e persistente campagna di linciaggio mediatico e politico che con congetture e insinuazioni ha cercato di trasformare la vittima nel beneficiario più o meno consapevole dell’attentato". L’arresto di Lavitola, aggiunge, "conferma la gravità e la complessità dell’attentato subito da Ranucci, di cui sarà fondamentale comprendere movente e contesto di maturazione". "Lo stesso attentato viene trasformato nel pretesto per regolare i conti con Report e con i suoi giornalisti in una strategia parossistica volta a delegittimare il giornalismo d’inchiesta". La tensione resta alta. Le decisioni editoriali, politiche e giudiziarie si intrecciano in un quadro ancora fluido, in cui la relazione del Comitato etico e le parole di Lavitola a Rebibbia potranno orientare le prossime mosse sulla conduzione di uno dei programmi di inchiesta più seguiti del servizio pubblico.
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