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Report, annunciata querela al 'Tempo': pubblicate cifre false su stipendi e costi del programma

AMDuemila
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C'è stata una "grave diffusione di un documento interno strategico per l'azienda visto che rende pubblici i costi di una produzione di puntola della Rai come Report. Presenteremo denuncia anche al comitato etico su chi in Rai abbia fornito al 'Tempo' tale documentazione sensibile". Così scrive il giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci sul suo canale Facebook riportando la nota della redazione del programma: "La campagna di diffamazione contro i giornalisti e le giornaliste di Report oggi si arricchisce di un nuovo capitolo: i soldi. Stamattina il quotidiano Il Tempo ha pubblicato cifre false e surrettizie spacciandole per stipendi dei giornalisti e delle giornaliste del programma". Gli inviati e le inviate di Report annunciano querela "per tutelare il proprio nome e il proprio lavoro, nei confronti de 'Il Tempo' e di tutte le testate che riprenderanno le informazioni false e scorrette pubblicate", in riferimento all'articolo comparso oggi dal titolo 'Stipendi faraonici e spese incredibili: quanto ci costa Report'.

"Le somme indicate sono scorrette e artatamente aumentate e non indicano affatto la retribuzione individuale dei singoli inviati ma il totale delle spese sostenute per la realizzazione dei singoli servizi. I giornalisti e le giornaliste di Report hanno per la maggior parte contratti di lavoro autonomo a partita Iva con la Rai e, in base al modello produttivo della trasmissione, autoproducono i propri servizi, pagando dunque di tasca propria i costi di trasferta, di montaggio e tutte le altre spese vive necessarie a condurre per mesi un'inchiesta" sottolineano nel comunicato. "Le somme pagate per i servizi giornalistici vanno dunque solo in parte a pagare i compensi dei giornalisti, una gran parte copre le spese di produzione già sostenute dagli inviati. Grazie a questo modello produttivo, che scarica i costi vivi sui giornalisti, in questo modo li abbatte. Report è la trasmissione di approfondimento giornalistico meno costosa della prima serata Rai, con circa 150 mila euro a puntata, altre nella stessa fascia e sulla stessa rete arrivano a costare il doppio. Se qualcuno intende occuparsi davvero di compensi faraonici in Rai, deve indirizzare l'attenzione ad altri giornalisti, graditi alla politica, che negli ultimi anni sono stati messi alla guida di trasmissioni rivelatesi fallimentari".

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