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| Cronache Italia

Miccoli e l'amicizia col figlio del boss. I tifosi lo acclamano: "Orgogliosi di te"

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miccoli-e-lauricellaNelle indagini anche intercettazioni col nipote del boss Messina Denaro: «Non venire, ci sono gli sbirri».
di Alfio Sciacca - 19 maggio 2013
È stato regolarmente schierato in campo. E regolarmente ha indossato la fascia di capitano. A Fabrizio Miccoli Palermo concede un'uscita con tutti gli onori in quella che potrebbe essere la sua ultima partita con la maglia rosanero. Grande applauso al suo ingresso in campo nella partita contro il Parma, cori, applausi e poi uno striscione con la scritta: «Orgogliosi di te» e la gigantografia con il suo volto. Nonostante quel che è successo nelle ultime settimane e nonostante lo stesso presidente Zamparini lo abbia praticamente scaricato. Finale peggiore per il Palermo non poteva esserci. Ormai retrocessi in serie B la società e i tifosi hanno perso una buona occasione per dire forte e chiaro che prendono le distanze da certi comportamenti, anche quando coinvolgono un pupillo dei palermitani come, appunto, Fabrizio Miccoli.

Il figlio del boss, il bomber palermitano è finito in un'inchiesta della Procura di Palermo su uno strano traffico di schede telefoniche che il calciatore avrebbe ceduto al figlio del boss Antonino Lauricella, meglio noto come «Scintilluni» arrestato nel settembre 2011. Gli investigatori avrebbero accertato che tra Miccoli e Mauro Lauricella c'era un rapporto di amicizia e agli atti ci sono anche le foto che li ritraggono assieme. Un'amicizia scoperta quasi per caso mentre la polizia dava la caccia al boss del quartiere Kalsa e successivamente confermata dallo stesso capitano del Palermo.

Le intercettazioni. Agli atti dell'inchiesta c'è persino una telefonata con il nipote (seppur incensurato) del boss superlatitante Matteo Messina Denaro in cui Miccoli lo avverte: «Non venire agli allenamenti, ci sono gli sbirri». Fino ad ora nell'inchiesta della Direzione Antimafia di Palermo la posizione del capitano del Palermo è tutta da decifrare e al momento è indagato solo per aver chiesto al gestore di una compagnia telefonica delle schede intestate ad altri clienti. Resta il fatto che quelle frequentazioni con figli e nipoti di mafiosi non sono affatto edificanti.
ZAMPARINI - Lo stesso Maurizio Zamparini qualche giorno fa gli ha dato il benservito «Quanto successo a Miccoli è la dimostrazione che per lui è meglio lasciare Palermo -ha affermato- adesso ha bisogno di cambiare aria, può andare negli Emirati. Non conosco bene la situazione, ma purtroppo non poteva certo sapere che il suo amico fosse il figlio di un mafioso». Con molta probabilità dunque quella contro il Parma sarà la sua ultima partita con la maglia del Palermo. Restano comunque la scelta della società di farlo scendere in campo, quei cori entusiasti e quello striscione dei tifosi. Volendo si poteva decidere di andare in B con ben altro stile.

Tratto da: corriere.it