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| Cronache Italia

Mafia. Crocetta: “Condanna Di Vincenzo sia di esempio per quanti vogliono fare affari con criminalità. Giustizia è fatta”

Super User

14 novembre 2011
Bruxelles. “E’ stata fatta finalmente giustizia, alla luce della pesante cappa che la mafia ha messo sull’economia siciliana, che spiega un intreccio tra una parte del sistema economico e politico e l’ala militare del sistema mafioso”. Lo dichiara Rosario Crocetta, eurodeputato del Partito Democratico, commentando la notizia della condanna a 10 anni per Di Vincenzo, ex presidente di Confindustria Caltanissetta.

“La mafia che molti ritengono da troppo tempo già liquidata, ha accantonato immense fortune, attraverso i prestanome collocati  nei nostri territori, ha potuto espandersi prevalentemente nel nord Italia e all’estero. La condanna di Di Vincenzo – aggiunge Crocetta -  non è uguale a quella di qualsiasi altro mafioso che chiede il pizzo o organizza traffici illeciti. E’ la condanna a un uomo che gestiva appalti, rappresentava l’imprenditoria che conta, discuteva coi vertici massimi della politica, suggeriva leggi e decisioni, interloquiva con le istituzioni.
La verità viene sempre a galla. Ci sono stati tentativi durante il processo di capovolgere la situazione. Abbiamo visto in questi mesi un Di Vincenzo quasi dimesso, persino accusatore, solo che la giustizia valuta fatti e cose e chiarisce le responsabilità; sono responsabilità che abbiamo individuato da anni, che per noi erano probabilmente semplici intuizioni, che venivano dalla nostra passione per società, dal confronto permanente coi cittadini, ma che i bravi giudici di Caltanissetta e le forze dell’ordine hanno dimostrato e provato.
Dura lex sed lex.
Non gioisco mai per i guai altrui, ma Di Vincenzo – incalza Crocetta - aveva accettato un ruolo che danneggiava il nostro territorio, la nostra economia e anche il rinnovamento che viene della società civile e dai nostri giovani, aveva stretto rapporti con coloro che si macchiano di orribili delitti, ne aveva avuto vantaggi personali. Il giudizio di una Corte non è una vendetta, ma un elemento regolatore  all’interno dei rapporti di una società. Se un uomo ha sbagliato è giusto che paghi e sia di esempio a quanti, ancora oggi, pensano che coltivando rapporti con la criminalità possano trarre i giusti vantaggi.
Quando nel 2003 dissi che non poteva fare il presidente della Confindustria, ed avviammo insieme ad Antonello Montante e Marco Venturi la rivolta degli imprenditori siciliani, in molti mi dissero che ero velleitario e persino accusatorio. Dopo 8 anni, - conclude Crocetta - giustizia è fatta”.

Visita: rosariocrocetta.com