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| Cronache Italia

Mafia: Cicala (ANCI), cittadini pagano costi dell'illegalità

Super User

9 maggio 2012
Roma. «La criminalità organizzata e la corruzione rappresentano una minaccia reale per il nostro Paese, con ricadute importanti dal punto di vista politico, economico e sociale che, oltre a colpire la pubblica amministrazione, continuano a strozzare le possibilità di crescita del nostro Paese». Lo ha detto Giuseppe Cicala, delegato Anci alla Legalità, nel corso del suo intervento alla manifestazione 'I 100 passi dei Sindaci' in corso di svolgimento a Cinisi, sottolineando come i «costi dell'illegalità, diretti ed indiretti, siano pagati in primo luogo dai cittadini». Intervenuto in rappresentanza dei Comuni italiani Cicala ha infatti voluto evidenziare i reali costi dell'illegalità per il nostro Paese: «La pressione delle organizzazioni di stampo mafioso - ha dichiarato - continua a frenare lo sviluppo di vaste aree, in particolare in alcune Regioni del Mezzogiorno, dove la presenza della criminalità organizzata sottrae fino al 15 % del pil pro capite». Il delegato Anci ha poi toccato anche il tema della corruzione che, secondo gli ultimi dati della Corte dei Conti «costa circa 60 miliardi di euro l'anno, ovvero 1000 euro pro capite che gravano come tassa annuale su ogni cittadino italiano. A tale costo si aggiungono poi quelli, ancora meno facili da quantificare, di tipo indiretto: ad esempio, ritardi nella definizione delle pratiche amministrative o, per citare alcuni settori maggiormente esposti, inadeguatezza o inutilità di opere pubbliche, insufficiente controllo sull'attività di trasformazione del territorio». «Lo scenario descritto - ha aggiunto - mostra come i costi dell'illegalità, diretti ed indiretti, siano pagati in primo luogo dai cittadini, dalle imprese e dalle comunità locali direttamente coinvolte dalla presenza criminale di matrice mafiosa». «Gli episodi di corruzione e dissipazione delle risorse pubbliche persistono - ha sottolineato - e, a causa di condotte individuali riprovevoli, mettono a dura prova l'affidabilità e la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni». «Anche per queste ragioni, lo scorso 25 aprile, il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, ha promosso una giornata non solo di commemorazione ma anche di 'resistenza contro le mafiè, affinchè - ha concluso Cicala - sempre più persone, soprattutto tra le giovani generazioni, diventino partigiani della legalità».

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