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| Cronache Italia

Mafia: al via Carovana per promuovere cultura della legalità

Super User

libera 11 aprile 2012
Roma. Anche quest'anno la Carovana anitimafie, promossa da Arci, Libera e Avviso Pubblico, con la partecipazione di Cgil, Cisl e Uil, riprende il suo cammino. Il viaggio, che partirà oggi pomeriggio da Latina e si concluderà l'11 ottobre in Sicilia, prevede 90 tappe e attraverserà 3 nazioni: Italia, Francia e Tunisia.



In ognuna di queste, la Carovana porterà il suo messaggio di lotta all'illegalità e alla criminalità organizzata e la volontà di «fare società», cioè «costruire comunità alternative mettendo al centro il valore della partecipazione e dell'educazione popolare alla legalità e alla giustizia sociale. In ognuno dei luoghi raggiunti sono previste, infatti, iniziative di conoscenza e sensibilizzazione, dalle proiezioni agli incontri nelle scuole alle visite nei beni confiscati». Secondo il presidente nazionale dell'Arci Paolo beni, intervenuto stamani alla conferenza di presentazione della manifestazione, «il senso è quello di un viaggio che prova a squarciare il velo dell'ipocrisia, a far diventare notizia le tante esperienze virtuose. Nel trentesimo anniversario della morte di Pio La Torre, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino - ha proseguito Beni - parleremo di questo ai ragazzi, ma anche della mafia oggi. Nonostante i successi della lotta alla criminalità organizzata, infatti, oggi le mafie non sono sconfitte e sono, forse, più forti che mai - ha puntualizzato - Dilagano in tutto il Paese, anche al Nord. Si tratta di un fenomeno che inquina l'economia legale e interi settori dell'ambito istituzionale». «L'economia criminale è florida - afferma il presidente Arci - e in tempi di crisi rischia di trovare terreno fertile per svilupparsi ulteriormente. La mafia, infatti, riesce a distribuire ricchezza e a costruire consenso attorno alla sua occupazione del territorio. L'illegalità diffusa è oggi il più grande freno alla ripresa del Paese - ha concluso Beni - e per arginare questo fenomeno non bastano le istituzioni, serve il ruolo della società, serve il ruolo della mobilitazione sociale: bisogna riattivare le energie positive».

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