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| Cronache Italia

Lo scudo parlamentare si allarga: inutilizzabili le chat anche contro chi dialoga con i politici

AMDuemila

Lo scudo parlamentare è ‘estensibile’ a chi chatta con i politici.
I giudici milanesi del processo “Mensa dei poveri”, come segnalato prima dal 'Corriere della Sera' e poi dal ‘Fatto Quotidiano, hanno dato questa interpretazione inedita della prerogativa parlamentare. Andiamo con ordine: Il processo era nato dalla maxi-indagine per tangenti che nel 2019; in primo grado c’era stata la condanna dell’ex europarlamentare di Forza Italia Lara Comi a quattro anni e due mesi: decisive le sue chat, acquisite come “documenti” – secondo l’orientamento della Cassazione all’epoca – sui telefoni degli altri indagati, senza bisogno di autorizzazione parlamentare. In sede di secondo grado, invece, vennero assolte dall’accusa di corruzione l’ex europarlamentare, la sua collaboratrice Maria Teresa Bergamaschi e Giuseppe Zingale, ex direttore dell’agenzia metropolitana per il lavoro Afol. Perché? Arrivò l’ormai famosa sentenza Renzi-Open: mail e Whatsapp dei parlamentari, ha detto la Consulta, sono “corrispondenza” e non possono essere aperti senza il via libera delle Camere. Questa nuova sentenza fece cadere l’impianto accusatorio di primo grado. Ma i giudici milanesi sono andati oltre: in un passaggio delle sentenza si legge che “la condotta del parlamentare è essenziale ai fini dell’integrazione del fatto” e che quindi “sarebbe decisamente anomalo introdurre una sorta di ‘doppio binario’ che ritenga, da un lato, il materiale comunicativo inutilizzabile in quanto lesivo di diritti fondamentali costituzionalmente tutelati, e, dall’altro, impieghi il medesimo sostrato a fini di prova nei confronti dei concorrenti del parlamentare, così venendo a esprimere pur sempre, implicitamente e surrettiziamente, un giudizio di responsabilità di quest’ultimo per aver posto in essere un tassello essenziale e insostituibile del mosaico accusatorio, pur in assenza di condanna”. In altre parole: un imputato condannato sulla base delle chat della Comi vorrebbe dire di fatto sancire la colpevolezza della stessa Comi. 

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