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| Cronache Italia

Caso Ranucci, nuove contestazioni per Lavitola: riflettori sul business del carbon credit

AMDuemila
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L'indagine legata all'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci potrebbe allargarsi con nuove tranche e nuove contestazioni per l'imprenditore Valter Lavitola, in carcere dal 10 agosto e reo confesso di essere il mandante dell'azione dinamitarda avvenuta il 16 ottobre dello scorso anno a Pomezia, centro alle porte di Roma. Gli inquirenti potrebbero a breve puntare la loro attenzione sugli affari che Lavitola aveva in Africa e in particolare sul business del carbon credit. La nuova svolta investigativa arriva a distanza di pochi giorni dall'udienza del Riesame per Lavitola fissata al 7 settembre. In quella sede l'imprenditore, che si trova nel carcere di Rebibbia, ha annunciato di volere fare dichiarazioni spontanee, "puntualizzazioni", alla sua confessione avvenuta nel corso dell'interrogatorio di garanzia la vigilia di Ferragosto. L'imprenditore avrebbe chiesto alla banda, tramite il suo intermediario Gomes Tavares, una azione 'dimostrativa', degli spari in direzione del muro di cinta della villetta di Ranucci, non una bomba. Una ricostruzione respinta però dagli appartenenti alla banda che piazzò l'ordigno. "Non abbiamo mai conosciuto Lavitola - hanno sostanzialmente detto davanti ai pm nel corso di un interrogatorio - ma Tavares ci disse di piazzare una bomba, nessuno sparo".

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Foto d'archivio © Imagoeconomica