
Valentina Varisco, ex collaboratrice di studio del commercialista Gian Gaetano Bellavia, ex storico consulente di pm e giudici ma anche della trasmissione Report, ha chiesto la messa alla prova con lavori di pubblica utilità da svolgere in una fondazione e con un'offerta risarcitoria di 3mila euro, già depositati. Varisco è accusata di aver copiato un archivio del professionista con oltre un milione di file. La giudice Sara Antonelli dell'undicesima penale di Milano ha dato il via libera preliminare di "astratta ammissibilità" dell'istanza dell'imputata, difesa dall'avvocato Andrea Puccio. Nel procedimento, in fase pre-dibattimentale, Bellavia, è parte civile. L'ex consulente, invece, in un fascicolo parallelo, sempre coordinato dai pm Eugenio Fusco e Paola Biondolillo, è indagato, assieme a Varisco, con tanto di perquisizione e sequestri effettuati a carico dei due, per ipotesi di violazione della legge sulla privacy proprio per il caso di quell'archivio con oltre un milione di file e del noto "papello" con un elenco di nomi di imprenditori, politici e vip, che nei mesi scorsi ha sollevato pure polemiche politiche e interrogazioni parlamentari. Varisco, in prima battuta, nel procedimento in cui è imputata aveva chiesto la "estinzione del reato per condotte riparatorie", offrendo come risarcimento sempre 3mila euro. La giudice ieri ha respinto l'istanza e così la difesa ha chiesto la messa alla prova sulla quale il Tribunale si esprimerà per l'ok definitivo il 9 novembre, dopo aver valutato il "programma" predisposto. Nelle discussioni in aula ci sono stati accesi botta e risposta tra i legali: l'avvocato Puccio ha detto che "Bellavia ha cavalcato l'onda mediatica della vicenda" e il difensore ha replicato facendo presente che, invece, lui è "vittima di una campagna mediatica".
Fonte: Ansa














