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| Cronache Italia

Carceri al collasso tra sovraffollamento e carenza di agenti: da Sollicciano all'Emilia-Romagna è emergenza

AMDuemila

Sovraffollamento, carenza di agenti, strutture degradate, suicidi, autolesionismo e difficoltà nell'accesso alle misure alternative. Da Sollicciano alle carceri dell'Emilia-Romagna, il sistema penitenziario continua a mostrare criticità strutturali che coinvolgono non soltanto i detenuti, ma anche il personale chiamato ogni giorno a lavorare all'interno degli istituti. 

A Firenze resta aperto il braccio di ferro tra il ministero della Giustizia e la magistratura sulle condizioni del carcere di Sollicciano. Dopo la decisione del gip di sequestrare sette sezioni dell'istituto per le condizioni ritenute degradanti e inumane e di stabilire un cronoprogramma per il trasferimento dei detenuti, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha presentato ricorso chiedendo l'annullamento del provvedimento. 

Il Tribunale del Riesame ha confermato i sequestri, riconoscendo le criticità relative alla salute e alla sicurezza sollevate dai magistrati. Problemi che interessano i detenuti, ma anche gli agenti della polizia penitenziaria e il personale sanitario. I giudici hanno però annullato la parte del decreto che imponeva il trasferimento dei reclusi entro scadenze e modalità prestabilite, stabilendo che spetti al Dap organizzare gli spostamenti.

Dei circa 240 detenuti interessati dal provvedimento, una novantina sono già stati trasferiti. Per gli altri resta da chiarire quanto a lungo dovranno continuare a vivere nelle celle considerate fatiscenti, segnate dalla presenza di cimici e muffa e aggravate dalla mancanza di spazi alternativi.

La situazione di Sollicciano è resa ancora più critica dal sovraffollamento. Il 30 giugno il Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria ha disposto che i nuovi arrestati dormano su materassi sistemati a terra. Una decisione che ha provocato proteste da parte dei garanti dei detenuti e dei sindacati di polizia penitenziaria.

"L’emergenza negli istituti carcerare non autorizza la disumanità", ha affermato l'Associazione nazionale magistrati, sezione di Firenze, chiedendo interventi strutturali urgenti.

A preoccupare sono anche le temperature elevate all'interno dell'istituto, che, secondo l'Asl, avrebbero inciso sulla recente morte di un detenuto di 75 anni, già affetto da altre patologie. "Soprattutto in queste giornate calde, la preoccupazione su Sollicciano ovviamente è maggiore perché le persone stanno in delle condizioni che sono allucinanti — dice la sindaca di Firenze, Sara Funaro —. La nostra attenzione è massima e auspicherei anche delle visite da Roma per portare delle risposte che stiamo aspettando. Abbiamo urgenza di avere risposte".

Una nuova visita nel carcere è prevista per martedì su iniziativa del garante dei detenuti della Toscana, Giuseppe Fanfani. L'accesso rientra nella giornata straordinaria promossa dall'Alleanza per l'articolo 27 per denunciare quella che viene descritta come un'emergenza sociale, politica e umana del sistema penitenziario italiano. La delegazione sarà composta da rappresentanti delle istituzioni, magistrati, avvocati, professionisti della sanità e del terzo settore e avrà l'obiettivo di raccogliere dati aggiornati e testimonianze dirette sulle condizioni della struttura e sui percorsi trattamentali.

"Come Garante regionale ho il dovere costituzionale di vigilare affinché la privazione della libertà non si traduca mai in una privazione della dignità umana — sottolinea Fanfani —. Sollicciano vive da anni una condizione di sofferenza strutturale e organizzativa intollerabile. Servono misure urgenti per deflazionare la popolazione detenuta, potenziare le misure alternative e dare risposte concrete sia a chi sconta una pena".

Un quadro di forte sofferenza emerge anche dalle carceri dell'Emilia-Romagna. Secondo la relazione annuale del garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri, negli istituti penitenziari della regione mancano il 19% degli agenti di polizia penitenziaria necessari. Attualmente sono in servizio 2.063 agenti, quasi un quinto in meno rispetto all'organico previsto, con una carenza che raggiunge il 30% nel carcere di Forlì.

Il deficit di personale si inserisce in un sistema già gravato dal sovraffollamento: nelle carceri emiliano-romagnole sono presenti circa mille detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. A questo si aggiunge una situazione edilizia critica, con strutture che, nella migliore delle ipotesi, risalgono agli anni Ottanta e Novanta.

Nel corso dell'anno il garante ha gestito 220 richieste di intervento da parte di detenute e detenuti. La maggior parte delle segnalazioni riguarda l'assistenza sanitaria in carcere, le condizioni detentive, l'accesso alle misure alternative, i trasferimenti, i servizi sociali, il lavoro e i rapporti con la magistratura di sorveglianza.

I dati descrivono anche la gravità del disagio psicologico dietro le sbarre. Nel 2025 sono stati registrati tre suicidi e 1.322 episodi di autolesionismo, mentre viene segnalato un diffuso abuso di psicofarmaci. A rendere ancora più difficile il reinserimento sono gli ostacoli nell'accesso alle forme alternative di espiazione della pena e la difficoltà di trovare una casa e un lavoro fuori dal carcere.

Nel 2025 l'attività del garante dell'Emilia-Romagna si è estesa anche al monitoraggio delle camere di sicurezza. Attraverso venti sopralluoghi sono state ispezionate tutte le 142 camere presenti in 75 strutture della regione.

Da Firenze all'Emilia-Romagna, le criticità restituiscono così l'immagine di un sistema penitenziario sottoposto a una pressione crescente. Da una parte strutture sovraffollate e degradate, dall'altra personale insufficiente e percorsi alternativi alla detenzione difficili da attivare. Un'emergenza che continua a porre al centro la tutela della dignità delle persone detenute e le condizioni di chi, ogni giorno, lavora nelle carceri.

Fonte: la Repubblica 

Foto © Imagoeconomica