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VIDEO - Il Movimento 5 Stelle si schiera con Jamil El Sadi: ''Colosimo quereli tutti noi''

La presidente dell’Antimafia aveva querelato il giovane attivista per le sue parole in via d’Amelio: “Quel che ha detto è ciò che pensiamo tutti”

AMDuemila

Quando la società civile grida in piazza le verità scomode, la cosa peggiore che possa fare il Palazzo è querelare i semplici cittadini, metterli sotto scacco e provare a zittirli. Quello contro Jamil El Sadi è un nuovo inquietante attacco mosso dal potere nei confronti di quella antimafia sociale, giovanile e autentica che tiene viva la fiamma della memoria vera e della ricerca delle verità nascoste sulle Stragi del 1992-93”. I parlamentari del Movimento 5 Stelle si schierano a difesa di Jamil El Sadi, querelato alcuni mesi fa dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia per le parole che il giovane attivista di Our Voice e redattore di ANTIMAFIADuemila aveva pronunciato lo scorso 19 luglio a Palermo, nella giornata del 32° anniversario della strage di via d’Amelio sulla quale, dichiarava El Sadi, “la Commissione sta realizzando un depistaggio istituzionale” delle indagini.


scarpinato reel jes querela
 
In un video pubblicato sulla pagina del Movimento, il senatore Roberto Scarpinato, già procuratore generale di Palermo, esordisce ricordando che “questo purtroppo è il paese delle stragi, di una criminalità di palazzo che non ha avuto esitazione di far uccidere con stragi cittadini innocenti che avevano l’unica colpa di trovarsi nel momento sbagliato nel posto sbagliato. Quest’anno - aggiunge - la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo ha sparato una querela contro il giovane attivista Jamil che è stato colui che si è opposto all’antimafia di palazzo insieme ad altre 5 mila persone che hanno sfilato per le strade di Palermo”. Con Scarpinato, nel filmato appare anche il deputato M5S Federico Cafiero de Raho, anche lui, come il senatore, vittima di un tentativo subdolo di estromissione dalla commissione antimafia di cui fanno parte. “In questo momento politico assistiamo a un modello particolare e insopportabile, cioè quello di delegittimare e colpire coloro che esprimono il diritto di critica e coloro che pongono domande scomode”, afferma de Raho.
Quel che ha detto Jamil El Sadi è ciò che pensiamo tutti, allora credo che evidentemente la presidente della commissione parlamentare antimafia debba querelare tutti noi che parliamo la stessa lingua allo stesso modo. Nel nostro Paese la libertà di espressione e di pensiero sono il pilastro fondante. La nostra Costituzione - conclude - pone come uno dei diritti fondamentali la libertà di espressione”.

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