Skip to main content
| Primo piano

VIDEO - Strage Firenze, Di Matteo: comprendere il ruolo decisivo delle complicità istituzionali

Il sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia al convegno per l’eccidio di via dei Georgofili

AMDuemila

Lo sforzo per comprendere a pieno la strage di Via dei Georgofili deve passare da "tutti i livelli: a livello giudiziario, a livello politico, a livello storico, giornalistico, culturale" e deve consistere nel "collegare i fatti, individuare il filo che li lega, valorizzare i tanti punti di contatto, comprendere quanto in ciascuno di essi abbiano avuto un ruolo spesso decisivo complicità istituzionali, anche sotto forma di omertà, di squallidi motivi e convenienze di parte, se non di veri e propri depistaggi". Così il sostituto procuratore nazionale antimafia, e già consigliere togato del Csm, Nino Di Matteo, intervenendo in occasione del 33° anniversario della strage di Firenze avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio.



"La strage di Via dei Georgofili - ha aggiunto - non può essere ricostruita esattamente in maniera compiuta se non insieme agli altri attentati precedenti e successivi. Se non insieme, ovviamente, alla strage di Capaci, alla strage di Via d’Amelio, agli attentati poi successivi nella notte tra il 28 e il 29 luglio del 1993, all’attentato, per fortuna fallito, del 23 gennaio ’94 allo Stadio Olimpico di Roma".  Di Matteo ha poi spiegato che si tratta di "un convegno importante per tanti motivi", lodando la passione civile della moderatrice Antonella Beccaria e la qualità dei relatori – gli avvocati Danilo Ammannato, Fabio Repici, Federico Sinicato e Andrea Speranzoni – che, per esperienza diretta e capacità di analisi, hanno maturato "competenza e visione d’insieme della complessa materia delle stragi e dei processi sulle stragi".


dimatteo 27mag staiano 1


Per questo è necessario non perdere di vista “il particolare contesto nazionale, politico nazionale e internazionale, e le trattative in quel momento in corso tra pezzi dello Stato ed esponenti di vertice di Cosa nostra", ha aggiunto il magistrato, specificando che la strage "non può essere ricostruita e compresa se non si conoscono le cause ed i contesti nazionali ed internazionali in cui maturarono, anche e prima di quelle che ho citato, le stragi degli anni ’70 e ’80”; ha precisato inoltre che questo è "il metodo giusto per coltivare in maniera onesta l’anelito alla verità di tanti familiari delle vittime e di tanti italiani perbene" e "il metodo da contrapporre a coloro che invece, penso e lo dico chiaramente intanto all’attuale Commissione Parlamentare Antimafia, atomizzano, spezzettano, isolano i fatti l’uno dagli altri. Di fatto consegnando alla storia ricostruzioni minimaliste e fuorvianti, e per questo rassicuranti per molti".


dimatteo 27mag staiano 2


Secondo Di Matteo, il convegno rappresenta "la testimonianza di una memoria intesa non come sterile esercizio retorico che si limita al ricordo, magari emozionato ed emozionante, delle vittime, ma come approfondimento dei contesti in cui le stragi sono avvenute, per cercare di colmare quegli evidenti spazi di verità tuttora inesplorati, che non sono stati colmati fino ad ora da indagini e da dibattimenti già celebrati". Il magistrato ha quindi precisato: "Da questo punto di vista, la titolazione di questo incontro è particolarmente già di per sé stessa significativa: il mosaico incompleto delle verità giudiziarie. Mosaico incompleto. Non è vero che non sappiamo nulla. Su quelle stragi sappiamo tanto, per tanti sappiamo troppo, ma certamente siamo in presenza di un quadro ancora suscettibile, doverosamente, di completamento. Appunto, un mosaico incompleto".


dimatteo 27mag staiano 3


In chiusura, Nino Di Matteo ha osservato: "Sono certo che l’incontro di oggi costituirà un importante segnale di resistenza civile in un Paese che vuole consegnare definitivamente all’oblio una parte importante della sua storia recente e che ancora oggi produce i suoi effetti nefasti per la nostra democrazia".

ARTICOLI CORRELATI

VIDEO - Firenze, dal 26 al 27 Maggio - Stragi e attentati: il mosaico incompiuto della verità giudiziaria

Strage dei Georgofili, dopo 30 anni il riconoscimento: vitalizio alla zia delle vittime

Ass. Georgofili: sottolineiamo il coraggio del procuratore Luca Tescaroli

Firenze ricorda la bomba ai Georgofili: ''Processate Mori, Dell'Utri e Bellini''

Luca Tescaroli, il magistrato che indaga sui mandanti esterni delle stragi
 
Ammannato e Bongiovanni: ''Ecco i mandanti esterni delle stragi del '93''  

 
 
@ Luca Staiano