Squadra di Report si compatta e minaccia lo sciopero: no a imposizioni politiche
La redazione di Report, dopo le tensioni dei giorni scorsi, si è schierata compatta contro la decisione della Rai di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione del programma con Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. L’assemblea dei giornalisti interni ha proclamato lo stato di agitazione e non esclude lo sciopero, sostenendo le rivendicazioni di chi ha minacciato di abbandonare la trasmissione se le nomine non verranno ritirate. Nel comunicato votato all’unanimità si legge: "I giornalisti interni della redazione di Report, preso atto della decisione arbitraria, non ancora motivata, dell'azienda di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione del programma, sostengono e condividono tutte le rivendicazioni espresse dal gruppo degli inviati, che hanno annunciato, in assenza di un ripensamento da parte della Rai, di essere pronti ad abbandonare il programma". Gli stessi giornalisti sottolineano che "Report non può esistere senza i suoi inviati e senza la sua redazione, produzione, filmmaker e montatori che negli anni hanno maturato specifiche competenze e lavorano per garantire un prodotto di qualità, espressione autentica del servizio pubblico. Solo un più che solido vissuto professionale e l’autorevolezza conquistata sul campo possono infatti far fronte alle necessità di produzione e alle specificità investigative di una trasmissione complessa, delicata e di altissimo valore civile, come Report ha dimostrato di essere nel corso della sua lunga storia, offrendo al pubblico un contributo ispirato ai più autentici valori repubblicani". E aggiungono: i giornalisti interni "non sono disposti, in alcun modo, ad accettare imposizioni calate dall’alto che, non rispondendo a questi criteri, sono ascrivibili a una matrice puramente politica che snatura totalmente la vocazione e il Dna del programma". Esprimono inoltre "sconcerto" per il metodo con cui i nuovi conduttori sono stati scelti e annunciati "alle agenzie di stampa prima che alla squadra". Chiedono il diretto coinvolgimento della redazione nelle decisioni aziendali "al fine di preservare autonomia e indipendenza di un presidio fondamentale del servizio pubblico". Bernardo Iovene e Giulio Valesini, quest’ultimo interno Rai, hanno già rinunciato al ruolo di capi autore a cui erano stati chiamati dal direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini. Il Comitato di redazione dell’Approfondimento ha fatto propria la battaglia, invitando Usigrai, Stampa Romana e Fnsi a valutare ogni forma di mobilitazione e chiamando gli altri Cdr e i colleghi a sostenere "la tutela del giornalismo di inchiesta nel servizio pubblico". In questo clima, la prossima messa in onda prevista per l’8 novembre appare a rischio. Corsini ha incontrato separatamente Iovene, Valesini, Presutti e Piervincenzi; domani è in agenda il confronto con l’intera redazione e le diverse professionalità del programma. Circola la voce di un possibile passo indietro di Piervincenzi, 45 anni, finora freelance anche da fronti di guerra e noto per la testata ricevuta nel 2017 a Ostia, ma l’interessato ha smentito: "Aspetto di incontrare i colleghi". Presutti, 36 anni, è a Report dal 2018 e entrambi sono entrati in Rai con l’ultimo concorso. A luglio, quando la pressione politica e mediatica si era intensificata dopo il coinvolgimento di Valter Lavitola nell’inchiesta sull’attentato dinamitardo dell’ottobre 2025 sotto casa di Ranucci, 57 giornalisti su 60 avevano proposto un affiancamento del conduttore. Poi le divisioni erano emerse.
Su Facebook Ranucci ha scritto: "Ci sono imprenditori pronti a finanziare la battaglia per la libertà di stampa e aiutare i colleghi esterni con centinaia di migliaia di euro". E ha ironizzato sulla possibilità di proseguire "anche su Youtube, faremmo numeri più alti di certe trasmissioni". La senatrice Barbara Floridia, già presidente della Commissione di Vigilanza Rai, ha espresso forte preoccupazione: "Sono molto preoccupata per il futuro di Report. In questi giorni ho espresso, a nome di tutta la comunità del M5S, totale sostegno a Sigfrido Ranucci. Ora la battaglia più grande è salvare Report". "Se la Rai confermerà l’assetto deciso dall’alto, gli inviati hanno già detto che se ne andranno in blocco. E senza di loro Report semplicemente non esisterà più". Il suo appello all’azienda è netto: "Ascoltate chi ha costruito Report sul campo, facendolo diventare un punto di riferimento per il giornalismo investigativo, per l’informazione del servizio pubblico e uno dei programmi più amati dagli italiani. Non distruggete Report". Nel frattempo la Rai perde un altro pezzo: a fine settembre lascia il direttore generale Roberto Sergio, per motivi previdenziali e per i rapporti difficili con il presidente facente funzione Antonio Marano. L’interim potrebbe essere affidato all’ad Giampaolo Rossi, in attesa della riforma del Cda.
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