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Solidarietà a Ranucci e alla squadra di Report: è attacco del governo al giornalismo d’inchiesta

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La Rai ha deciso di togliere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report. Il giornalista ha appreso la notizia dalle agenzie di stampa e ha scritto su Facebook: il mio non è un addio, "non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti".

Secondo Ranucci, il motivo è "che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato “cunei d’ombra” sul sottoscritto. Il gioco è fatto. Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico". Ha concluso rivolgendosi alla redazione: "Vi voglio bene, grazie per la vostra passione e dedizione che mi ha accompagnato per 30 anni".

L’avvocato Roberto De Vita, legale del giornalista, ha dichiarato: "La decisione della Rai condanna la vittima di un attentato, Report e l’indipendenza dell’informazione pubblica. Sigfrido Ranucci, per adesso, non condurrà Report, ma condurrà la più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d’inchiesta, in ogni sede".

Il presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani, ha chiesto chiarezza: "Con la decisione annunciata dalla Rai, oggi la domanda resta la stessa di queste settimane: con quali motivazioni Sigfrido Ranucci viene rimosso dalla conduzione di Report? E quali sono le non meglio precisate “esigenze editoriali e organizzative dell’Azienda” che hanno motivato questa decisione?". Ha aggiunto che i vertici dovrebbero spiegare "perché il “grado”, “l’esperienza maturata”, il “profilo” di Sigfrido Ranucci sono adeguati al Tg3, a Rainews24, a una sede di corrispondenza e non alla conduzione di Report". I parlamentari M5S in commissione di Vigilanza Rai hanno definito la decisione "surreale oltre che molto grave". "È chiaro che si è toccato il fondo, invece di difendere un giornalista che ha subìto un attentato, viene censurato con l’unico obiettivo di mettere ai margini una voce scomoda. L’obiettivo di Giorgia Meloni era quello di distruggere Report nell’anno elettorale e lo ha fatto. Più si avvicinavano le elezioni più il progetto si faceva chiaro: annichilire il giornalismo d’inchiesta, quello vero, che indaga chi è al potere. Probabilmente si vergognano loro stessi di quello che hanno fatto visto che hanno impedito agli utenti di commentare la notizia sui social ufficiali della Rai. Noi continueremo a essere dalla parte di chi è scomodo, di chi non ha paura e di chi crede ancora in un servizio pubblico per i cittadini e non per chi è al governo. La nostra solidarietà a Ranucci e alla redazione di Report. Per la Rai quella odierna è una pagina vergognosa, questa dirigenza non esprime più il servizio pubblico: è al servizio del governo". La deputata M5S Chiara Appendino ha scritto: "Ranucci indagava i potenti e i potenti lo hanno fatto fuori, come provavano a fare da anni. Da vigliacchi, puniscono chi è stato vittima di un attentato e ha il pieno sostegno della sua redazione e dei suoi inviati. E non hanno nemmeno il coraggio di assumersene la responsabilità: lo mascherano da “spostamento”. A questo governo il giornalismo d’inchiesta dà fastidio: chi indaga, chi fa domande, chi scoperchia ciò che dovrebbe restare nascosto, va silenziato. È la caccia alle streghe di Meloni contro il giornalismo libero". Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra hanno dichiarato: "La decisione di estromettere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report è gravissima: la Rai punisce quella che, fino a prova contraria, resta la vittima di un attentato e colpisce uno dei pochi spazi del servizio pubblico che ancora svolgono un giornalismo d’inchiesta libero e indipendente. Non c’è stato, inoltre, alcun reale coinvolgimento della redazione, costretta ad apprendere la decisione dalle agenzie e ora pronta ad abbandonare in blocco il programma.

Il senatore Walter Verini, capogruppo Pd in Antimafia, ha osservato: "Da anni ci provavano. In tutti i modi. Togliere Ranucci da Report significa colpire una trasmissione coraggiosa, spesso urticante - verso tutti - ma indispensabile per il servizio pubblico e la stessa democrazia. Questa destra non sopporta quei controlli, quei pesi e contrappesi e quei contropoteri tipici, come il giornalismo d’inchiesta, di una democrazia liberale. Ranucci- lo abbiamo detto da subito - ha sbagliato a frequentare un personaggio come Lavitola. Ma i fatti sono che questa frequentazione non ha influenzato mai i contenuti della trasmissione e che ha prodotto un attentato di cui Ranucci è stato vittima. L’impressione, più di una impressione, è che si pratichi una sorta di regolamento di conti e di indebolimento di una trasmissione che deve invece essere difesa e sostenuta". La senatrice M5S Barbara Floridia, già presidente della commissione di vigilanza Rai, ha affermato: "Aver fatto fuori Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report era un obiettivo di questo governo e oggi lo hanno portato a termine. Non abbiamo nulla contro i giornalisti indicati per la conduzione, ma queste modalità rappresentano un vero e proprio golpe. Non solo si fa fuori quello che fino a prova contraria resta una vittima, ma non c’è stato alcun reale coinvolgimento della redazione. L’Italia ripiomba nei tempi bui dell’editto bulgaro di Berlusconi con quello che possiamo definire “Editto Meloni”". Ha aggiunto che ogni azione ha risposto a "una strategia precisa: silenziare la commissione di vigilanza per due anni, occupare il servizio pubblico in tutti i modi, marginalizzare le poche voci scomode rimaste e accompagnarle alla porta o farle fuori attraverso un’operazione di killeraggio mediatico che non ha precedenti". "Massima solidarietà alla redazione di Report e vicinanza nei confronti di Sigfrido Ranucci. TeleMeloni ha toccato il fondo più basso del suo servilismo. Da oggi quando la maggioranza verrà a parlarci di ricostituire la commissione di vigilanza, le nostre barricate saranno ancora più alte. Nessun dialogo con chi ha messo in piedi e portato a termine questa operazione brutale, autoritaria e fascista. A chi dentro la Rai guarda con sgomento quello che sta accadendo diciamo di tenere duro: manca poco e i responsabili di questo sfacelo dovranno fare le valigie".

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