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Scarpinato: ''Potere che ha usato stragi e depistaggi oggi attacca la Costituzione'' - Prima Parte

AMDuemila

Dal Referendum agli attacchi in Commissione antimafia. Intervista esclusiva di Giorgio Bongiovanni

"Si sta facendo una guerra a pezzi contro la Costituzione, condotta sinergicamente su più livelli". E' questo il pensiero di Roberto Scarpinato, ex magistrato ed oggi senatore del Movimento Cinque Stelle.  
In questa prima parte di intervista, rilasciata al direttore Giorgio Bongiovanni, affronta i temi della giustizia, la posta in gioco con il prossimo referendum costituzionale voluto dal governo Meloni. 
"Siamo in un periodo storico tra i peggiori della vita Repubblicana - spiega l'ex Procuratore generale di Palermo - Questo è tempo di violenza, di prepotenza. Il tempo degli assassini, dei complici degli assassini a livello internazionale e di mafiosità della vita politica. Per limitarci allo scenario nazionale, siamo fuori dalla fisiologia del conflitto e della dialettica politica. Cosa intendo per fisiologia? Intendo un centrodestra, un centrosinistra che si confrontano, anche duramente, sulle politiche sociali e del lavoro, sulla geopolitica che tuttavia si riconoscono in una gerarchia di valori condivisi, quelle della Costituzione, in una comune visione dello Stato. Bene questa fisiologia è stata rotta. Siamo una patologia perché sono oggi al governo delle forze politiche, delle forze sociali che non hanno mai condiviso la Costituzione, che l'hanno sempre vissuta come un corpo estraneo e che nel corso di tutta la storia repubblicana hanno remato contro in modi incruenti, cercando di sabotarla, di svuotarla, ma anche facendo ricorso, in certi momenti critici, alla violenza; alle stragi; agli omicidi chirurgici politici; ai progetti di colpo di Stato per impedire che venissero attuate parti importanti della Costituzione".  

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Successivamente Scarpinato parla dei lavori in corso in Commissione parlamentare antimafia dove non si stanno analizzando le stragi nella loro interezza, ma ci si sta concentrando sull'unica pista mafia-appalti come spiegazione della strage di via d'Amelio. "Ci troviamo di fronte ad una Commissione che nonostante il deposito di 57 pagine su approfondimenti che si potevano fare sulle stragi non ha acquisito il documento, non ha voluto sentire alcun testimone e non consente di fare domande". "Le forze politiche che in questo momento gestiscono la Commissione sono assolutamente ostili a qualsiasi indagine che possa portare a scoprire le vere responsabilità che vanno al di là della mafia militare perché temono che possano uscire dagli armadi scheletri di famiglia. Quindi la scelta è non fare indagini su strage di Capaci, su quella di Firenze, di Milano, su via Sabini, né su via d'Amelio che riguardi la pista dei servizi segreti". 

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Foto © Paolo Bassani

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