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Report, nessuna rivolta contro Ranucci: il Cdr smentisce il racconto del Corriere

Gasparri mette in dubbio la giudice chiamata a decidere su Ranucci. L’Anm: “Pressioni indebite” prima della sua decisione

Giuseppe Cirillo

Il futuro della conduzione di Report resta appeso alla decisione del Tribunale del Lavoro di Roma, dopo che il giornalista Sigfrido Ranucci ha chiesto il reintegro urgente alla guida della trasmissione, contestando la scelta della RAI di sostituirlo. Ora si attende, infatti, la decisione della giudice Donatella Casari, mentre intorno alla causa continuano a crescere tensioni e polemiche, accompagnate da strane interviste.

Nelle ultime ore ha fatto discutere il racconto del Corriere della Sera, che, attraverso un articolo a firma del giornalista Simone Canettieri, ha parlato di forti malumori in seno alla redazione di Report. Secondo l’articolo, sarebbero diversi i giornalisti che fanno parte della squadra della trasmissione intenzionati a lasciare il programma nel caso in cui Ranucci dovesse ritornare alla conduzione. Una ricostruzione che ha provocato una reazione immediata sia dello stesso giornalista sia del Comitato di redazione della Direzione Approfondimento Rai.

Sigfrido Ranucci è intervenuto direttamente sulla propria pagina Facebook: “Ennesimo articolo falso del Corriere della Sera, a firma di Simone Canettieri e rilanciato da Open, sull'intenzione della redazione di Report di lasciare il programma in caso di reintegro del sottoscritto. Il cdr approfondimento - ha precisato il giornalista - smentisce quanto ricostruito dal Corriere. Una versione, che, secondo quanto ricostruito,  riguarda la posizione di 2-3 giornalisti, sulla totalità di 43 persone impiegate nella trasmissione. Oltre le 3 persone il resto della redazione era all'oscuro dell'intervista rilasciata in modalità anonima”.

Anche il Cdr dell'Approfondimento Rai ha avuto una reazione analoga, esprimendo “stupore” per una ricostruzione che vedrebbe la redazione di Report, appunto, contraria al ritorno del suo ex conduttore. Difatti, secondo il Comitato di redazione, il titolo del Corriere, “Se ritorna lui ce ne andiamo noi: Report, la redazione contro Ranucci”, non rappresenterebbe la situazione reale. Il Comitato ha voluto precisare anche come l’articolo scritto da Canettieri attribuisca alla redazione delle opinioni raccolte da non meglio precisati “autori storici di Report”, manifestando, tra l’altro, il timore che la possibile posizione di pochi possa in qualche modo essere stata presentata come quella dell’intero gruppo di lavoro. 

Intanto, la battaglia giudiziaria tra Ranucci e la RAI continua. Lo fa insieme alle polemiche, soprattutto di natura politica, che riguardano la giudice chiamata a decidere sul reintegro di Ranucci. La giudice  Donatella Casari era stata componente del Tribunale dei ministri che aveva chiesto il rinvio a giudizio dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano nell'ambito del caso Almasri. La sua partecipazione a quel collegio era stata decisa tramite sorteggio, un sistema utilizzato per evitare che un giudice venga scelto appositamente per occuparsi di un determinato caso e garantire così maggiore imparzialità.

Ma questo non è bastato a frenare le critiche, soprattutto da parte di Forza Italia, che, attraverso Maurizio Gasparri, notoriamente navigato quando si tratta di criticare sia Ranucci che i lavori di Report, ha messo in discussione il fatto che la giudice Casari debba occuparsi della vicenda. “Ci diranno che è un caso che se ne occupi lei. Ma nessuno ci può vietare di pensar male o avere pregiudizi. Casomai tra qualche giorno avremo una sorpresa: con la conferma della validità delle decisioni della Rai”, ha dichiarato Gasparri, mentre Forza Italia ha annunciato un'interrogazione parlamentare. Parole, quelle di Gasparri, che hanno provocato la reazione dell'Associazione nazionale magistrati. Il presidente dell'Anm Giuseppe Tango ha espresso “massima solidarietà” alla giudice e ha parlato di “pressioni indebite” provenienti da esponenti della maggioranza.

Ad accompagnare le parole di Tango, anche quelle di altri rappresentanti della magistratura associata, intervenuti per criticare gli attacchi rivolti alla giudice prima ancora che venga depositata la sua decisione. Tra loro, anche Lorenzo Pontecorvo, presidente del Tribunale di Roma, che in una nota ha espresso sostegno a Casari, definendola una magistrata che dimostra “indipendenza, imparzialità ed equilibrio”. E aggiunge: “L’assegnazione del fascicolo relativo alla controversia promossa da Sigfrido Ranucci è avvenuta nel rispetto delle analitiche disposizioni tabellari vigenti da anni, le quali, mediante meccanismi automatici, assicurano l'osservanza del principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge”. 

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Foto © Imagoeconomica
Giuseppe Cirillo

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