Report, cronaca di una morte annunciata: si sa che chi è sgradito al potere va fatto fuori in casa
Si sta consumando in queste ore la cronaca di una morte annunciata: la fine di Report per come l’abbiamo conosciuta e apprezzata, della sua reputazione e del suo patrimonio indiscutibile e prezioso di giornalismo d’inchiesta. Colpire il condottiero Ranucci per distruggere una squadra, un prodotto di informazione giornalistica che la Rai avrebbe dovuto difendere e non contribuire a smantellare.
Ma si sa che soprattutto i magistrati e i giornalisti sgraditi al potere vanno fatti fuori in casa, in famiglia. La violenza politica, mediatica e istituzionale ha quindi prodotto i suoi effetti, certo trovandosi una strada anche spianata non solo dai caterpillar dei poteri, ma da situazioni soggettive e oggettive poco chiare e discutibili che rendono la difesa contro gli attacchi più difficile. E qui non possiamo che augurarci che la magistratura abbia la volontà e la capacità di fare chiarezza fino in fondo e dissipare le nebbie.
Sigfrido Ranucci © Imagoeconomica
La procura di Roma, del resto, non è più il porto delle nebbie e in questo caso, con fiducia, dobbiamo attendere l’esito delle indagini preliminari che magistrati e carabinieri stanno espletando, con non poche difficoltà ovviamente. Così come in tanti sono rimasti sorpresi di fronte ad un’amicizia definita “fraterna” tra Ranucci e Lavitola (che è persona ben nota che ha costruito la sua squallida e illegale storia negli ambienti del “sottobosco” dei poteri), così debbo dire di essere convinto che la verità sia ancora molto lontana dall’essere individuata.
Non ho mai creduto che avessero tentato di fermare Report con le bombe. L’attentato mi era sembrato subito anomalo. Chi ha lavorato e sta operando per “uccidere” Report non usa bombe, di questi tempi, ma proiettili istituzionali. Ma davvero vogliamo credere che la bomba sia stata messa per accrescere la notorietà di Ranucci che era già tra le persone più note e stimate del paese? Ma davvero vogliamo credere che con un attentato così rozzo nella preparazione e nell’esecuzione forze di polizia e magistratura non avrebbero individuato gli esecutori materiali?
Tratto da: il Fatto Quotidiano
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