Referendum, Di Matteo: delegittimati i magistrati, serve resistenza costituzionale

La presentazione del libro “Stragi d’Italia” di Lodato e Li Gotti al Teatro Garbatella di Roma
Il sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo ha lanciato un monito durissimo durante l’incontro tenutosi stasera al Teatro Garbatella di Roma: la campagna per il referendum costituzionale del 22-23 marzo sulla riforma della magistratura manda un segnale così chiaro di ostilità verso i giudici che "i mafiosi non possono che votare per il sì". L’evento, dedicato alla presentazione del libro “Stragi d’Italia” (ed. Fuoriscena) di Luigi Li Gotti e Saverio Lodato e intitolato “Difesa della Costituzione e ricerca della verità: Perché votare NO al Referendum”, ha visto sul palco – oltre a Nino Di Matteo – l’ex procuratore generale di Palermo e oggi senatore Roberto Scarpinato, Giulia Sarti (già presidente Commissione Giustizia Camera dei deputati) e un contributo video di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino ucciso in via D’Amelio. A moderare Giorgio Bongiovanni, direttore di ANTIMAFIADuemila; in sala, tra gli altri, Stefano Mormile (fratello di Umberto Mormile), l’avvocato Fabio Repici e la scrittrice Anna Vinci, biografa di Tina Anselmi. La serata è stata accompagnata dalle note del sassofonista Nicola Alesini.
Nino Di Matteo ha messo in luce il paradosso della campagna referendaria spiegando che “quando una campagna referendaria come questa, fondata sulla delegittimazione della magistratura, i mafiosi non possono che votare per il sì, perché a prescindere dai contenuti della riforma e da quello che possono capire loro dei contenuti della riforma, il messaggio che passa è chiaro: quando la delegittimazione della magistratura passa attraverso l'indicazione come vittime della mafia di soggetti che sono stati condannati definitivamente anche per concorso in associazione mafiosa; quando si definisce la magistratura un plotone di esecuzione, si additano i magistrati come nemici; e nella mentalità mafiosa il nemico del mio nemico è un mio amico”. 
Giorgio Bongiovanni ha espresso senza giri di parole la sua convinzione: “Vogliono fermare i magistrati, alcuni di questi sono qui presenti, compreso il procuratore Scarpinato, che io lo chiamo sempre procuratore anche se è senatore, perché se un giorno questi magistrati, alcuni non sono presenti ovviamente, dovessero prendere un incarico direttivo e dovessero occuparsi di nuovo delle stragi, il potere vigente, questo governo, avrebbe paura. Perché coloro che hanno fatto le stragi, non voglio dire che sono al governo, sono amici del governo, sono amici di personaggi potenti che oggi governano o sono i padroni dell'Italia. Quindi per me la schiforma serve per fermare questi magistrati i quali, se vince il sì, non avrebbero più l'autonomia che invece ancora, malgrado tutto, oggi hanno”.
Il paragone storico di Saverio Lodato
Il periodo storico attuale ha un peso così rilevante che lo scrittore e giornalista Saverio Lodato ha paragonato questo referendum a quello che vi fu tra “referendum monarchia o repubblica”, o meglio, “un referendum sulla repubblica o sulla autocrazia che comunque è parente alla monarchia di 80 anni fa. La domanda è se gli italiani si ricordano ancora la Costituzione. Questa è la partita in gioco. Questo referendum - ha detto - viene da molto lontano perché se uno come Tajani dice si realizza il sogno di Berlusconi è perché tutte le leggi approvate in epoca berlusconiana dovevano allora vedere il fuoco di sbarramento delle opposizioni e dell’opposizione che ora è costretta a ricorrere a un argomento di cui capisce molto poco. E lo vediamo televisivamente. Ora siamo chiamati, '80 anni dopo, a votare nuovamente tra monarchia e repubblica, All’indomani del voto sapremo se l’Italia sarà definitivamente fascista per i prossimi 30 anni o non lo sarà più”. 
Lo stesso Nino Di Matteo ha invitato i cittadini a cogliere la posta in gioco reale: “Io penso che i cittadini debbano comprendere che far prevalere i no al referendum, bocciare questa riforma così pericolosa costituirebbe un argine importante al dilagare di un sistema che a livello nazionale e internazionale vuole sempre più concentrare ogni potere nelle mani dell'esecutivo, a scapito degli altri poteri: potere legislativo, e potere giudiziario, in questo caso. Così tradendo l'essenza fondamentale di ogni democrazia, la separazione dei poteri, il bilanciamento in termini di pesi e contrappesi tra le varie articolazioni del potere”. Ha concluso il suo intervento con un appello netto: “Io spero che il popolo dia un segnale preciso a chi pensa, e sono sempre più in Italia e altrove, che le ragioni della forza debbano prevalere su quelle del diritto e della democrazia. Ed è il momento di una vera e propria resistenza costituzionale, della difesa dei principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale. E non ci possiamo più sottrarre a questo obbligo di resistere in nome della nostra Costituzione” che “viene continuamente calpestata, elusa, tradita nei suoi principi fondamentali”. 
Una riforma che porta la firma di Licio Gelli
L’avvocato Luigi Li Gotti ha tracciato un collegamento tra la riforma e il passato del nostro Paese, ancora segnato da misteri e verità mancate:
"Separazione delle carriere, premierato, legge elettorale: Licio Gelli. Nordio parla di un ‘caso’. Attenzione loro hanno detto che il premierato volevano presentarlo prima del referendum, poi ci hanno ripensato. Ma il premierato lo hanno già votato da un ramo del parlamento. Una modifica costituzionale che svuota i poteri del capo dello stato. È un capovolgimento dei valori ai quali io e spero voi crediamo. Una strategia, non c’è bisogno della marcia su Roma. Sono già a Roma” ha detto Luigi Li Gotti illustrando i meccanismi concreti con i quali il pm verrà sottoposto al governo, primo fra tutti una ‘dimenticanza’ dei fautori della riforma: “Si sono dimenticati di modificare l'articolo 101 della Costituzione, si sono dimenticati, perché l'articolo 101 della Costituzione dice, secondo comma, i giudici sono sottoposti solo alla legge. E i PM? non hanno scritto. Cioè, dovevano modificare l'articolo 101 nel momento in cui hanno inserito la separazione, vogliono inserire la separazione tra giudici e inquirenti, requirenti. Poi vai all'articolo primo sulla magistratura contenuto nella Costituzione e ci sono scritti che quelli sottoposti alla legge sono solo i giudici. Allora si sono lasciati la porta aperta per i pubblici ministeri, perché se non l'hanno modificato vuol dire che si sono lasciati una porta aperta, nel senso ad essere sottoposti alla legge sono i giudici”. “Questa riforma - ha concluso - farà un disastro. E noi possiamo e dobbiamo impedirglielo. Votiamo no!”. 
Il periodo più buio della Repubblica
Roberto Scarpinato, ex procuratore generale di Palermo, ha aperto il suo intervento con un giudizio netto: “Stiamo vivendo uno dei periodi peggiori della storia della Repubblica”. E ha proseguito: “Il 22 e il 23 marzo in realtà noi non saremo chiamati a votare su una riforma della magistratura. Non è questa la posta in gioco. Noi dovremmo decidere in quale paese vogliamo vivere. Perché purtroppo l'Italia non è un paese normale, è il paese delle stragi, è il paese dove personaggi che sono stati portati al vertice dello Stato dopo essere stati condannati perché collusi con la mafia vengono considerati vittime della giustizia e portati in palma di mano”. “Le forze politiche oggi sono al potere, sono eredi di forze politiche che mai hanno accettato e condiviso la Costituzione del 1948, sono eredi di forze politiche che questa Costituzione l'hanno sempre vissuta come un corpo estraneo”. 
Un corpo estraneo su cui ha giurato anche Paolo Borsellino, come ha ricordato il fratello Salvatore: “Mio fratello su quella Costituzione ha giurato, per quella Costituzione ha sacrificato la vita, e quindi questa istituzione non può essere toccata. Sarebbe un ulteriore uccidere un'altra volta mio fratello”.
E ha aggiunto: “Io questa riforma non la chiamo riforma Nordio, la chiamo riforma Gelli, perché esattamente come d'altra parte ha ammesso il figlio, proprio la messa in atto di quelli che erano i principi contenuti nel Manifesto di Nascita Democratica di Licio Gelli. Quindi se passa questo referendum, questa è per me veramente l'ultima spiaggia”. 
Giulia Sarti ha indicato chiaramente le origini politiche e culturali della riforma: “Ormai abbiamo capito bene chi sono i veri padri di questa riforma, genitore 1 è Licio Gelli e genitore 2 è Silvio Berlusconi”.
Ha poi descritto la strategia in atto: “Prima di tutto, controllo degli organi di informazione, perché se riesco in qualche modo a ripetere quella stagione di controllo dei principali organi di informazione, io riesco ad imporre più facilmente la mia propaganda, le bugie. Mischiare le mele con le pere, come vediamo ogni giorno. Dopodiché delegittimazione della magistratura”. 
L’Alta Corte Disciplinare? “Rappresenta il punto nevralgico di questa riforma costituzionale. Questo è l'unico esempio in cui i magistrati che verranno in qualche modo sanzionati con provvedimenti disciplinari dall'Alta Corte non potranno ricorrere in Cassazione ma dovranno, immaginate, ricorrere sempre all'Alta Corte in un'altra composizione, ma sempre all'Alta Corte. Questa a casa mia si chiama intimidazione, tentativo di intimidazione”. 
Foto © Paolo Bassani
ARTICOLI CORRELATI
''Toccare la Costituzione significa uccidere di nuovo Paolo Borsellino''
Votiamo NO
''Stragi d'Italia'', il libro di Saverio Lodato e Luigi Li Gotti stasera a ''Otto e Mezzo''
''Stragi d'Italia'': in uscita il 30 settembre il libro di Luigi Li Gotti e Saverio Lodato
Tutto ciò che il governo nasconde sulle stragi d’Italia fino al caso di Osama Almasri
di Giorgio Bongiovanni
Caso Almasri, Li Gotti: ''Denuncia al Governo? Un atto giudiziario, non un favore a Meloni''
La destra ha vinto la sua battaglia per l'egemonia
Lodato: la lotta alla mafia è tornata all'età della pietra, prima di Falcone e Borsellino
Saverio Lodato: ''Si nasconde via D'Amelio per nascondere la storia delle stragi d'Italia''
Lodato: ''Preso atto della querela della Colosimo, valuto possibile denuncia per calunnia''












