Processo Baiardo, Giletti: ''Mi mostrò la foto con Berlusconi, Graviano e Delfino''
Il giornalista Mondani: Graviano voleva dare un 'colpetto'
"Lui aveva una giacca, dentro questa giacca tira fuori una fotografia, una Polaroid scolorita che aveva 3 protagonisti dentro… erano raffigurati nella piazza del Lago d’Orta… un tavolino nella piazza d’Orta… seduti a un tavolino del bar della piazza… non erano in posa… era rubata": ci sarebbe stato un Silvio Berlusconi, "giovane con maglione blu", e il generale dei Carabinieri Francesco Delfino e il boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano, condannato per le stragi del 1992-1993.
Sono state queste le parole del giornalista Massimo Giletti che ha testimoniato davanti alla Corte d’Assise di Firenze il 20 maggio raccontando il suo incontro nel luglio 2022 con l’ex gelataio di Omegna Salvatore Baiardo, imputato per favoreggiamento personale aggravato dall’agevolazione mafiosa e di calunnia continuata e aggravata nei confronti di Giletti e dell’ex sindaco di Cerasa Giancarlo Ricca. "Mi sono interessato di Baiardo intorno al 2022. Perché avevo visto, credo, a Report, un passaggio interessante", ha spiegato Giletti rispondendo alle domande del pubblico ministero Lorenzo Gestri (presidente Anna Favi); "andai nel paese vicino a Milano (Castano Primo ndr) e lo trovai", ha detto. Il momento centrale della testimonianza riguarda l’incontro avvenuto a luglio. Giletti ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da Baiardo che gli disse di avere “una cosa molto delicata da farti vedere. Tant’è che partii immediatamente il giorno dopo e arrivai di sera". L’incontro avvenne "in un bar di questo luogo vicino a casa sua… eravamo all’esterno, cioè a un tavolo appartato". Baiardo, secondo il giornalista, gli disse: "Io ti devo far vedere una cosa perché tu poi capirai l’attendibilità di quello che ti dirò a settembre. È una cosa che farà il giro del mondo". Il riferimento è alla cattura di Matteo Messina Denaro, anticipata da Baiardo in un’intervista andata in onda il 5 novembre 2022 su La7. Il presidente della corte ha approfondito la descrizione della foto: "Questa foto è, ha detto, una Polaroid, raffigura 3 soggetti, seduti come se fossero a un tavolino". "Erano lì che discutevano fra loro - ha risposto Giletti - non era una foto di tensione, non erano in posa". Baiardo avrebbe anche fornito indicazioni temporali: "Credo ‘90, anni ‘90, inizio anni ‘90 o fine ‘80... Berlusconi era giovane... Tra i 20 e i 30”; aveva anche parlato di un possibile utilizzo futuro dell’immagine: "Un domani potrebbe anche andare ai magistrati... però non dipende da me". Giletti ha riferito che Baiardo parlava al plurale riguardo alla decisione: "Non era lui, erano decisioni che spettavano ad altri”. Giletti ha anche parlato delle richieste di Baiardo sulla tempistica: "C’era molta pressione da parte di Baiardo… che questa intervista dovesse andare prima dell’8 novembre", in vista di una decisione sul 41 bis. Il favoreggiatore dei Graviano parlò anche di un altro documento (di cui non si ha nessuna prova ndr), non ben precisato, che sarebbe stata “una prova del fatto che la trattativa Stato-mafia c’era stata… io lo potevo vedere, guardare, ma poi lui eliminava. Io non l’ho mai visto”, ha detto Giletti.
"Cairo mi chiese di incontrare Berlusconi, io rifiutai. Poi chiusero il programma"
Il pm Lorenzo Gestri ha ricostruito con il testimone i rapporti tra Giletti e Baiardo dopo la trasmissione del 5 febbraio 2023, i messaggi scambiati e le pressioni percepite dall’editore Urbano Cairo. Giletti ha raccontato di aver appreso la chiusura del programma dall’Ansa il 13 aprile 2023: "Ci han chiuso". Poi arrivò l’email di Urbano Cairo.
Paolo Mondani © Paolo Bassani
Il contratto sarebbe scaduto a luglio, ma fu interrotto bruscamente, senza preavviso e senza motivazioni ufficiali. Il giornalista ha sottolineato l’assenza di problemi di ascolti: "Viaggiavamo da gennaio… la media era il 6%, come Floris". Ha ricordato anche la telefonata di Cairo dopo la puntata del 5 febbraio, in cui Baiardo parlò dell’incontro con Paolo Berlusconi: Cairo gli riferì che Paolo Berlusconi "non era proprio contento". Giletti ha riferito poi che Cairo gli chiese di incontrare Silvio Berlusconi, ma il giornalista gli rispose che non poteva: “Io rispondo che non posso incontrarlo, adesso non riuscivo a incontrarlo perché c'era la puntata, dovevo lavorare. Dico: la prossima settimana, credo di aver detto, c'è Pasqua, quando vado a trovare mia madre, vado a trovare mia madre e mi recherò alla villa da Berlusconi. Lui mi disse anche che mi avrebbe accompagnato lui. Però, nel momento in cui io dico che non voglio andare subito, non la prende tanto bene”. Giletti si confidò con Nino Di Matteo, attuale sostituto procuratore nazionale antimafia, che gli diede ragione: "Hai fatto benissimo, non devi andare, mi disse, ma io avevo preso la mia decisione in autonomia. Però volevo capire se avevo sbagliato. Era una persona con cui mi confidavo e gliel’ho ho detto”.
Mondani in aula: Graviano voleva dare un colpetto con la foto di Berlusconi
Il giornalista di Report Paolo Mondani ha raccontato i suoi tre incontri con Salvatore Baiardo, rivelando come l’imputato gli abbia più volte parlato della foto (di cui ancora non ci sono tracce concrete) che ritrarrebbe Berlusconi insieme a Giuseppe Graviano e al generale Francesco Delfino. "L'ho incontrato 3 volte, gli ho rubato l’intervista 2", ha dichiarato Mondani davanti alla Corte d’Assise. Il pubblico ministero Leopoldo De Gregorio ha chiesto a Mondani di ricostruire i colloqui. Il primo avvenne ad agosto 2020 a Castano Primo. Il secondo, "primi di ottobre del 2022", a Palermo: “A Piazza Politeama, ad un famoso bar che sta di fronte all’Hotel Politeama, lo Chéri". Il terzo il 2 marzo 2023, sempre a Palermo. Già nell’ottobre 2022 Baiardo parlò della foto. "Mi disse: non vorremmo mai essere nella necessità di doverla rendere pubblica". Il Pm ha ricordato le dichiarazioni del 2023: Baiardo aveva detto che con la foto Graviano "potrebbe voler dare un colpetto". Mondani ha confermato: "Adesso ricordo, sì, il colpetto. Tant’è che gli ho detto che la smettesse coi colpetti, che già, come dire, in precedenza sono finiti male”. Baiardo gli disse inoltre di aver mostrato la foto a Giletti: “Sfilandola dal taschino della giacca e facendola intravedere". Mondani ha poi precisato che a me “non l’ha fatta vedere, però mi disse di averla a disposizione, ma non lì, non certamente a casa". Il testimone ha ricordato anche altri argomenti affrontati il 2 marzo, la previsione di Baiardo sulla cattura di Matteo Messina Denaro: “Sarà una consegna… sarà persino un regalo al governo".
Foto di copertina © Imagoeconomica
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