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VIDEO - Lo Stato-mafia ha vinto? L’eredità di Falcone tra verità e depistaggi, 34 anni dopo Capaci

A 34 anni dalla strage di Capaci, cosa resta del sacrificio di Giovanni Falcone? Tommaso Buscetta fu il primo grande pentito a sollevare il velo su Cosa nostra

AMDuemila

A 34 anni dalla strage di Capaci, cosa resta del sacrificio di Giovanni Falcone? Tommaso Buscetta fu il primo grande pentito a sollevare il velo su Cosa nostra, rivelando al magistrato la struttura di potere dell’organizzazione mafiosa. Molti anni dopo, Buscetta si raccontò al giornalista Saverio Lodato nel libro "La mafia ha vinto", tracciando un quadro disarmante e pessimista della lotta alla mafia. Un racconto nel quale non risparmiava le responsabilità della politica, fornendo elementi e testimonianze maturati nei salotti della borghesia mafiosa palermitana e smascherando un sistema di potere che andava ben oltre la coppola e la lupara. Buscetta aveva anticipato una verità scomoda: mafia e parti dello Stato siedono allo stesso tavolo.


la mafia ha vinto

Più di un elemento lascia pensare che, insieme ai boss mafiosi, nelle stragi abbiano agito mandanti e concorrenti esterni ai quali, da decenni, si cerca di dare un nome. Sono quelle “menti raffinatissime” di cui parlò lo stesso Falcone dopo l’attentato dell’Addaura del giugno 1989, confidandosi proprio con Lodato. Oggi viviamo in un tempo in cui si tenta di riscrivere la storia delle stragi, sia sul piano mediatico sia su quello politico. La Commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Chiara Colosimo, ha scelto la strada della parcellizzazione: non affrontare la campagna stragista nel suo insieme, ma concentrarsi soltanto su un episodio gravissimo ed emblematico, la strage di via D’Amelio.


50 anni mafia def

In Commissione trova spazio un’unica pista interpretativa: quella legata all’interesse di Paolo Borsellino per l’inchiesta “mafia-appalti”. Eppure Falcone, nella presentazione del libro "Dieci anni di mafia" di Saverio Lodato, aveva sottolineato l’importanza di leggere i fatti nella loro complessità e nel loro contesto complessivo. Soprattutto quando quei fatti sono accompagnati da prove e testimonianze. Oggi, 23 maggio, ricordiamo la strage di Capaci e tra 57 giorni ricorderemo l’attentato di via d’Amelio. A 34 anni di distanza i processi e le inchieste hanno appurato che Falcone e Borsellino vennero uccisi non soltanto per le indagini che avrebbero potuto fare, ma soprattutto per quelle che stavano facendo e per ciò che erano ormai vicini a scoprire. 

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La rubrica di Saverio Lodato


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