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''L'attacco è annullato'': il bluff di Trump congela momentaneamente l'armageddon economico

Il presidente parla di "perimetri di un accordo", Teheran replica: nessuna intesa, lo stretto resta chiuso

Francesco Ciotti

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Ancora una volta la minaccia di un apocalittico raid statunitense ha lasciato spazio all'ennesimo colpo di scena. Donald Trump ha annunciato nella notte di sabato di aver cancellato un attacco militare su vasta scala contro l'Iran, sostenendo che i "perimetri di un accordo" fossero stati raggiunti tra Washington, Teheran e gli alleati mediorientali. La decisione arriva a poche ore dalla notizia, diffusa dai media statunitensi, secondo cui Stati Uniti e Israele si stavano preparando a colpire le infrastrutture energetiche iraniane con quella che fonti definivano "una delle campagne di bombardamento più dure fino ad oggi". 

Ad incidere nella sua "magnanimità" ci sarebbe stata un'insistente supplica a manu giunti della controparte per fermare l'attacco e prostrarsi ai dettami di Washington. Sul suo social Truth, il presidente ha scritto che Iran e "altri paesi del Medio Oriente" gli avrebbero chiesto di "astenersi da qualsiasi attacco" in cambio della "immediata, completa e totale apertura dello Stretto di Hormuz" e della fine della "minaccia nucleare" iraniana. Il New York Times osserva però che questo è solo l'ultimo di una lunga serie di episodi in cui Trump "ha minacciato di intensificare la guerra con l'Iran, per poi fare bruscamente marcia indietro". 

E, infatti, nonostante le roboanti dichiarazioni del tycoon, l'Iran ha respinto categoricamente l'esistenza di un accordo. Il Times of Israel riporta che Teheran "nega di aver chiesto a Trump di non colpire o di aver accettato un accordo per dividere il controllo di Hormuz", mentre l'agenzia Fars, legata alle Guardie Rivoluzionarie, ha definito le notizie sulla riapertura dello stretto "false" e "completamente infondate". 

Una fonte vicina al team negoziale iraniano ha dichiarato che "nessun accordo è stato raggiunto per la riapertura dello Stretto di Hormuz" e che "la politica dell'Iran riguardo alla strategica via navigabile rimane invariata". Fars ha inoltre smentito le fonti del canale israeliano Channel 12 secondo cui il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe accettato un'intesa su Hormuz che avrebbe portato alla cancellazione dell'attacco. Il ministero degli Esteri iraniano ha precisato che i colloqui in corso riguardano esclusivamente l'Oman e una "nuova rotta" attraverso lo stretto, aggiungendo che questo tema "non ha alcun legame con l'apertura o la chiusura dello Stretto di Hormuz". 

 

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