Il ministro degli esteri russo minaccia i britannici di ritorsione per i droni forniti a Kiev
Mosca avverte Londra: "Ogni base militare inglese è un obiettivo legittimo". Zakharova accusa Stubb di "vergognosa russofobia".
Si sta arrivando alla resa dei conti con le capitali europee. La guerra per procura fino all’ultimo ucraino, atta a trasformare il Paese in una trincea di morte e distruzione da cui far partire gli attacchi in profondità contro il territorio russo per portarlo al collasso.
Una matematica che rischia di ritorcersi contro il vecchio continente, ormai consideratosi intoccabile dagli orrori della guerra.
Ebbene, poche ore fa, il Ministero degli Esteri russo ha alzato bruscamente il tono contro il Regno Unito, accusandolo apertamente di essere parte attiva nel conflitto ucraino e minacciando ritorsioni dirette contro installazioni militari britanniche. La portavoce Maria Zakharova, durante il tradizionale briefing settimanale a Mosca, ha lasciato pochi margini di ambiguità: secondo il Cremlino, Londra, Parigi e Berlino sono "direttamente coinvolte" negli attacchi che il regime di Kiev conduce contro il territorio russo, e la Russia si riserva il diritto di colpire di conseguenza.
“Visti gli attacchi dell'Ucraina con armi britanniche, Mosca ha tutto il diritto di attaccare le installazioni militari britanniche", ha dichiarato la portavoce durante il briefing.
I droni britannici che colpiscono in profondità la Russia
È proprio la Gran Bretagna ad essere la capofila occidentale quando si tratta di sostenere lo sforzo bellico contro Mosca. Basti pensare ad un’inchiesta del Sunday Times pubblicata a metà agosto, secondo cui le forze armate ucraine impiegano da circa sei mesi droni prodotti da due aziende britanniche per colpire in profondità il territorio russo, inclusi obiettivi militari e industriali. Il modello più citato è il "Nyan", un drone jet a delta-wing sviluppato da Callen-Lenz, società parte di FalconWorks, la divisione tecnologica di BAE Systems, con un costo unitario di circa 100.000 sterline e un raggio d'azione superiore alle 150 miglia, oltre 250 chilometri. Un secondo modello di drone britannico impiegato da Kiev non è stato reso pubblico per motivi di sicurezza.
Il "Nyan" è già in servizio anche nell'esercito britannico stesso, con il 26° Regiment Royal Artillery come prima unità a riceverlo come sistema di deep-strike a complemento dell'artiglieria. Callen-Lenz ha dichiarato di aver consegnato "migliaia" di questi sistemi, confermando un uso operativo di successo da parte di un "cliente non specificato" ritenuto essere l'Ucraina. Il supporto britannico si estende anche alla base industriale: Londra si è impegnata a fornire 150.000 droni all'Ucraina entro la fine del 2026, per un valore complessivo di circa 1,017 miliardi di dollari, di cui 676 milioni destinati ai soli droni. Sul territorio britannico operano inoltre stabilimenti collegati direttamente all'Ucraina, come quello da 200 milioni di sterline della Ukrspecsystems a Mildenhall, e la startup Octopus, che produce droni intercettori. Il Regno Unito co-gestisce infine, insieme alla Lettonia, l'International Fund for Ukraine, che ha raccolto oltre 2 miliardi di sterline per finanziare, tra l'altro, la consegna di migliaia di droni a lungo raggio costruiti nel Regno Unito.
La questione missilistica
Uno dei nodi centrali dell'accusa russa riguarda i missili da crociera Storm Shadow. Il trasferimento da parte di Londra di questi sistemi a Kiev conferma, secondo Mosca, il coinvolgimento diretto del Regno Unito nel conflitto: "La vicenda degli Storm Shadow incarna perfettamente il coinvolgimento di Londra nel conflitto ucraino", ha affermato Zakharova. Secondo la portavoce, il Regno Unito ha fatto tutto il possibile per evitare domande sull'utilizzo di questi missili, ma a un certo punto "il loro impiego è diventato evidente".
Zakharova ha aggiunto che il Regno Unito non potrà scaricare la responsabilità sui "burattini di Kiev" per il trasferimento della tecnologia necessaria alla produzione indipendente di questi sistemi d’arma: "Ora apprendiamo che Londra è pronta a fornire a Kiev le informazioni necessarie per produrre autonomamente gli Storm Shadow. Credo che il governo di Andy Burnham comprenda le conseguenze di questa scelta. Capiscono come i militanti delle forze armate ucraine utilizzerebbero gli Storm Shadow se avessero l'opportunità di rifornire attivamente il loro arsenale, cosa che, naturalmente, le nostre forze armate non permetteranno”.
Sostegno occidentale al conflitto in Ucraina
Il briefing ha toccato anche il tema, sempre più caldo, di un eventuale invio di truppe occidentali sul terreno. Secondo Zakharova, qualsiasi truppa straniera in Ucraina che "ostacoli lo svolgimento dell'operazione militare speciale e il raggiungimento dei nostri obiettivi è categoricamente inaccettabile e diventerà un obiettivo militare legittimo". In un simile scenario, ha aggiunto, l'Occidente sarebbe direttamente responsabile di un'ulteriore escalation del conflitto: "La responsabilità di ciò ricadrà su quei politici occidentali che hanno deciso per un'ulteriore escalation".
Anche l'esercitazione delle forze di occupazione annunciata dalla Coalizione dei Volenterosi per ottobre-novembre nei paesi dell'Unione Europea confinanti con l'Ucraina è stata bollata da Mosca come un pericoloso precedente: non sarebbe altro che "un ulteriore passo verso un coinvolgimento ancora maggiore dei paesi europei della NATO nel conflitto". Zakharova ha chiuso il punto con un'accusa frontale alle tre principali capitali europee coinvolte nel sostegno a Kiev: "Voi a Parigi, Londra, Berlino e nelle altre capitali siete direttamente responsabili in quanto partecipanti ad attacchi terroristici".
Le dichiarazioni di Stubb e le joint venture con Kiev per colpire la Russia
Il capitolo dedicato alla Finlandia è forse il più duro dal punto di vista personale. Zakharova ha attaccato direttamente il presidente Alexander Stubb, accusandolo di giustificare gli attacchi ucraini contro obiettivi civili in Russia e trasformandosi, a suo dire, in un vero e proprio terrorista: "Se, pur comprendendo che si tratta di una struttura puramente civile, ne giustifica la distruzione, e la distruzione non solo delle infrastrutture della struttura, ma anche l'uccisione di persone, allora è lui stesso un terrorista".
“Gli attacchi contro (il centro logistico - ndr) Wildberries sono l'unico modo per costringere la Russia a sedersi al tavolo dei negoziati — aveva dichiarato, in precedenza il premier finlandese, dicendosi convinto che porre fine alla guerra, significa “fornire all'Ucraina sostegno militare e finanziario, per rafforzare la sua capacità di sferrare attacchi in profondità nel territorio russo, sia con missili che con droni”.
Nel merito, proprio pochi giorni fa, Ucraina e Finlandia hanno avviato una cooperazione più stretta nel settore della difesa, con l’obiettivo di sviluppare e produrre insieme sistemi senza pilota destinati sia alle esigenze ucraine sia al mercato europeo. Gli accordi, firmati a Kiev alla presenza di Volodymyr Zelensky e del presidente riguardano droni aerei da realizzare in Finlandia, sistemi marittimi senza equipaggio e mezzi robotici terrestri prodotti attraverso una nuova joint venture.
Alla firma sono giunti i rappresentanti di sette aziende finlandesi: Boomeranger, Insta, Patria, Nokia, Nest AI, Sensor Fusion e ICEYE. Stubb ha riferito che, nell'ambito dell'attuale fase di cooperazione, le parti stanno di fatto promuovendo tre direzioni principali. Una riguarda i sistemi terrestri e l'azienda Insta, la seconda il settore marittimo e Boomeranger, la terza i sistemi aerei e Patria. Il presidente finlandese ha sottolineato a parte che la cooperazione non si limita alla terra, al mare e all'aria. Secondo lui, le parti stanno valutando anche una collaborazione nel cyberspazio e nel settore spaziale.
La portavoce ha proseguito accusando Stubb di disonorare il proprio popolo: "Non gli era mai nemmeno venuto in mente ai cittadini finlandesi che li avrebbe disonorati predicando nazionalismo e xenofobia. Ma è così, con tali dichiarazioni, sta disonorando il suo paese, la sua nazione e il suo popolo". Zakharova ha poi lanciato un avvertimento diretto a Helsinki e a qualsiasi altro paese ritenuto "russofobo": la Russia non lascerà impunito "nessun attacco ostile" e "seguirà inevitabilmente una risposta misurata, pienamente in linea con i nostri interessi nazionali", ha aggiunto.
Il fronte di Zaporizhzhia e l'imboscata nella palude di Kakhovka
Mentre a Mosca si moltiplicano gli avvertimenti diplomatici, sul terreno la guerra continua a consumarsi tra insidie e agguati. Secondo quanto riferito da alcuni soldati ucraini al New York Times, le truppe russe starebbero tentando di utilizzare il bacino idrico prosciugato di Kakhovka come nuova via d'accesso nascosta per avanzare verso Zaporizhzhia. Dopo che i russi fecero saltare in aria la centrale idroelettrica omonima, il bacino fu prosciugato, trasformando l'ex pianura alluvionale in una foresta di canneti, arbusti e boschetti di salici, un'area che oggi funge da linea del fronte, dove i droni non riescono a penetrare l'erba alta.
Il personale militare ucraino ha riferito ai giornalisti che gli occupanti stanno tentando di aprire una via verso Zaporizhzhia attraverso il bacino idrico, mentre le forze di Kiev tengono d'occhio i movimenti russi per tendere agguati. Secondo fonti militari ucraine, Mosca ha schierato centinaia di soldati presso il bacino idrico. Alexey Seredyuk, comandante del battaglione "Fratellanza", ha dichiarato ai giornalisti che i russi hanno già allestito posti di osservazione e punti di concentrazione delle truppe. "Noi li stiamo cercando e loro stanno cercando noi", ha detto Seredyuk.
I soldati del battaglione hanno raccontato che a dicembre il loro distaccamento di ricognizione si è imbattuto in unità russe posizionate su uno sperone roccioso che domina il bacino idrico di Kakhovka. Durante lo scontro, le forze ucraine hanno ucciso quattro soldati russi e ne hanno catturati altri due, e secondo Seredyuk sono state proprio queste sortite a permettere loro di raccogliere informazioni sui piani del nemico.
La nuova mobilitazione russa per il 2026-2027
Sul fronte delle risorse umane, la Direzione principale dell'intelligence e il Servizio di intelligence estera dell'Ucraina avevano riferito in precedenza che la Russia prevede di condurre un'ulteriore ondata di mobilitazione nel biennio 2026-2027, con l'obiettivo di reclutare 300.000 persone quest'anno e altrettante l'anno prossimo, per un totale complessivo di circa 600.000 nuovi soldati. Secondo i dati dell'intelligence ucraina, a seconda del livello di addestramento e dell'aspettativa di vita degli individui mobilitati dalla Russia, l'addestramento potrebbe durare dai 15 ai 60 giorni, un periodo giudicato estremamente breve per preparare adeguatamente il personale destinato al fronte.
L'avanzata russa a Shevchenkovoye e nell'agglomerato di Slavyansk-Kramatorsk
Sul piano strettamente militare, il Ministero della Difesa russo ha annunciato che i soldati del gruppo "Vostok" hanno espulso le forze ucraine dall'insediamento di Shevchenkovoye, nell'oblast di Zaporozhye, ampliando la loro testa di ponte per proseguire l'avanzata verso Zaporozhye stessa.
Il capo di stato maggiore russo, Valery Gerasimov, ha inoltre annunciato che le truppe russe hanno superato la prima linea di difesa delle forze armate ucraine nell'agglomerato urbano di Slavyansk-Kramatorsk. Secondo il generale, "le truppe del Gruppo Meridionale, avanzando simultaneamente su un ampio fronte di circa 160 chilometri in diverse direzioni, hanno superato in alcune zone la prima linea difensiva della regione fortificata di Slavyansk-Kramatorsk". Gerasimov ha precisato che le truppe devono ancora percorrere quattro chilometri per raggiungere la periferia orientale di Slavyansk, mentre sono in corso combattimenti urbani a Nikolaevka e Nikanorovka. Le forze russe stanno inoltre eliminando con successo il nemico a est di Kramatorsk e combattono presso un aeroporto a tre chilometri dalla città.
L'agglomerato urbano di Slavyansk-Kramatorsk rappresenta un elemento chiave della difesa ucraina nel Donbass: Kramatorsk ospita infatti un importante snodo logistico dove convergono le principali vie di comunicazione stradali e ferroviarie. La perdita di quest'area fortificata interromperebbe il sistema di approvvigionamento del contingente ucraino nella regione e consentirebbe all'esercito russo di assumere il controllo dell'intero territorio della Repubblica Popolare di Donetsk.
Gerasimov ha aggiunto ulteriori dettagli sull'andamento dell'offensiva: l'esercito continua ad avanzare nei distretti di Alekseevo-Druzhkovka, con circa metà della città sotto il controllo delle forze armate russe, mentre i combattenti si sono avvicinati a Druzhkovka, liberando in due mesi più di cento chilometri quadrati di territorio in quella direzione. Le truppe stanno inoltre combattendo per le strade di Kurtovka e Verolyubovka. Il generale ha infine accusato Kiev di cercare di convincere i curatori occidentali dei successi delle Forze Armate ucraine "diffondendo menzogne sulla loro offensiva nella regione di Zaporizhzhia".
Attacchi russi contro logistica, porti, raffinerie e impianti metallurgici
Parallelamente all'avanzata di terra, l'aeronautica russa ha condotto una serie di attacchi notturni di ampia portata contro obiettivi industriali e logistici in Ucraina. Secondo il Ministero della Difesa russo, gli attacchi hanno colpito impianti di raffinazione del petrolio e centri logistici in sei città. Sono stati colpiti hub logistici a Kiev, Boryspol, Zaporozhye, Kremenchug, Krivoy Rog e Ilyichovka, oltre a infrastrutture portuali a Odessa, Chernomorsk e Reni, utilizzate secondo Mosca dall'esercito ucraino, e impianti energetici che alimentano i porti della regione di Odessa. Le immagini diffuse mostrano magazzini in fiamme a Boryspol.
Truppe russe hanno inoltre attaccato impianti metallurgici a Zaporizhia e Kryvyi Rih, definiti dal ministero "di importanza strategica per le Forze Armate ucraine". "A seguito del massiccio sciopero, sono stati danneggiati gli impianti metallurgici, che sono tra i principali fornitori di prodotti metallurgici per la produzione militare", ha dichiarato il ministero. Sempre a Kiev è stato attaccato il complesso di magazzini San-Park, considerato il più grande centro di stoccaggio e distribuzione di droni FPV delle forze armate ucraine. Altri obiettivi nella capitale e nella regione ucraina hanno incluso un'officina di assemblaggio di droni, dove tra l'altro venivano prodotti i velivoli "Hornet", e il centro logistico Oleksandrovsky di Boryspil, che conteneva componenti per droni.
I combattenti russi hanno inoltre colpito una raffineria di petrolio a Kremenchuk, impianti di assemblaggio di droni e di produzione di salnitro a Illichivka, depositi di equipaggiamento militare a Odessa e Chornomorsk, e infrastrutture nel porto di Reni. L'esercito ha attaccato anche infrastrutture energetiche e di trasporto, utilizzando armi di precisione e droni impiegati per via aerea, terrestre e marittima. Secondo i media ucraini, le forze armate russe avrebbero utilizzato anche missili balistici; dopo i precedenti attacchi contro obiettivi a Kiev, Zelensky aveva peraltro ammesso che le forze di difesa aerea non erano riuscite a respingere l'attacco. Il Ministero della Difesa ha ripetutamente sottolineato che le sue forze stanno prendendo di mira le infrastrutture per ridurre il potenziale militare ed economico del nemico, utilizzando droni d'attacco e armi di precisione a lungo raggio in grado di colpire qualsiasi obiettivo sia a Kiev che in tutta l'Ucraina.
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