Gaza: appunti di un medico dal genocidio - Una guerra che non finisce
Un appello a quel che resta dell’umanità nel libro di Ezzideen Shehab
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Una guerra che non finisce
Il 23 Ottobre 2025 Ezzideen Shehab scrive ancora: “La guerra non è finita; solo il tuono in alto si è stancato. Ho ancora così tanto da dire, così tanto dolore che mi rode dentro come un corpo non sepolto, ma la vita mi stringe la mano intorno alla gola, lasciandomi senza fiato, senza silenzio, senza tempo per parlare.
Vaghiamo come condannati, alla ricerca di un luogo che si ricordi di noi, di una casa che non esiste più, di una terra che ci accolga senza chiedere chi fossimo prima delle rovine. Cerchiamo muri che ci perdonino per averli lasciati, una porta che ancora si apra al nostro nome”.
Ma quella porta è stata strappata via, distrutta, polverizzata.
“La nostra casa non c'è più, e la terra che non ha più una casa per noi non è una patria, ma solo una tomba senza nome. Tutto è tragico. La guerra non si è fermata, ha solo cambiato volto. Non cade più dal cielo; si insinua dentro di noi, nella nostra stanchezza, nel nostro terrore silenzioso, nella ricerca incessante di una nuova casa che non avrà mai lo stesso profumo di quella vecchia”.











