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VIDEO - Gabanelli: ''Non intimidiranno né Sigfrido né la sua squadra perché credono nel loro mestiere''

Il messaggio attualissimo dell’ex conduttrice di Report pubblicato dopo l’attentato del 16 ottobre scorso

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"Intimidire Sigfrido vuol dire intimidire tutta la squadra, una squadra che io conosco bene perché era la mia squadra, quindi li conosco uno per uno". Ma “non intimidiranno né Sigfrido né quella squadra, perché hanno tutti scelto di fare questo mestiere e lo stanno facendo da decenni, perché ci credono, perché credono nel valore dell’informazione". Con queste parole Milena Gabanelli, il 17 ottobre 2025, ha reagito all’attentato dinamitardo contro Sigfrido Ranucci. Il video, pubblicato sulla rubrica Dataroom del Corriere della Sera e sui relativi canali social, è un messaggio di allora, ma oggi è necessario risentirlo alla luce degli ultimi sviluppi, sia investigativi sia professionali, legati al destino di Report. La sera del 16 ottobre 2025, a Campo Ascolano (frazione di Pomezia, vicino Roma), un ordigno esplosivo ha distrutto l’automobile di Sigfrido Ranucci e quella di sua figlia, parcheggiate sotto l’abitazione. L’esplosione, di forte intensità e basata su gelatina da cava, non ha provocato feriti.

"È veramente terribile quello che è successo. Non capitava da almeno 30 anni, da più di 30 anni in Italia". Ha poi sottolineato: "Però far esplodere l’auto di un giornalista davanti a casa vuol dire una cosa sola: non ti devi più fare gli affari nostri" aveva detto Gabanelli; ma, aveva detto, “la passione è più forte della violenza, ricordatevelo voi che avete messo quell’esplosivo dentro quell’auto, che non ce la farete ad intimidirli mai". A fine giugno 2026 sono state arrestate quattro persone (Antonio Passariello, Marika De Filippis, Saverio Mutone e Pellegrino D’Avino), accusate del trasporto e del posizionamento della bomba con l’aggravante del metodo mafioso. Il 10 agosto 2026 Valter Lavitola è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di essere il mandante. Lavitola ha successivamente confessato il proprio coinvolgimento.

Guarda il video: clicca qui!

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