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VIDEO - Follia di Stato: permesso premio al boss Raffaele Galatolo

AMDuemila

Lo scorso aprile il boss di Cosa nostra Raffaele Galatolo, killer della famiglia dell'Acquasanta e fedelissimo del capo dei capi Totò Riina, già condannato all'ergastolo, aveva ottenuto un permesso premio per trascorrere le festività pasquali a Palermo. Non era la prima volta che godeva di un tale privilegio.
Dopo la morte del fratello Vincenzo, è lui il punto di riferimento della famiglia dell'Acquasanta, protagonista di alcune delle pagine più sanguinose della storia italiana.
Nel vicolo di "fondo Pipitone" sono stati pianificati omicidi eccellenti: quello del generale dalla Chiesa e del giudice Chinnici. Ed è sempre lì che nasce il fallito attentato all’Addaura contro Giovanni Falcone.
E' l'ennesimo caso di un irriducibile assassino di mafia che ottiene la libertà, seppur in maniera temporanea.
Un episodio che non può lasciare indifferenti.
La famiglia Galatolo storicamente ha avuto contatti storici con i servizi segreti e figure istituzionali.
Nel 2014, Vito Galatolo — nipote di Raffaele e figlio di Vincenzo — decide di collaborare.
Racconta un piano: un attentato contro il pm Nino Di Matteo di cui ci siamo più volte occupati.
Un progetto concreto con 200 chili di tritolo che furono acquistati dalla 'Ndrangheta.


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Mandanti?
“Gli stessi di Borsellino”, dirà Vito Galatolo.
Un attentato voluto anche da Matteo Messina Denaro, con l’approvazione dello stesso Riina.
Le indagini della Procura di Caltanissetta confermano:
quel progetto non solo era reale ma resta "certamente operativo".
Torniamo a porci domande.
Com’è possibile che un membro della famiglia Galatolo abbia ottenuto un permesso premio?
Non abbiamo dubbi che la Procura nazionale antimafia e la Procura di Palermo abbiano dato parere negativo alla scarcerazione del boss.
Ma è stato preso in considerazione il rischio che la famiglia Galatolo possa riprendere in mano un attentato simile?
Se così è come è possibile che il Tribunale di Sorveglianza abbia preso una decisione simile?
Cosa si è fatto e cosa si farà affinché non si ripetano più episodi simili?

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Foto © ACFB