Europa sull'orlo nucleare, Ryabkov avverte: ''Rischio catastrofico con la NATO''
Tra F-35, testate NATO e manovre sul Baltico, cresce il rischio di uno scontro diretto
Nel frastuono della radiazione di fondo per crisi indomabile nel Medio Oriente, non si placano gli scenari sinistri che aleggiano nel vecchio continente, persino sul fronte dell’escalation nucleare.
Il viceministro degli Esteri russo e principale interlocutore del Cremlino sul controllo degli armamenti, Sergej Ryabkov, ha lanciato nuovamente l’allarme. “I rischi strategici sono in aumento, così come il pericolo di uno scontro frontale tra la NATO e il nostro Paese, con conseguenze potenzialmente catastrofiche", ha dichiarato all’agenzia TASS, individuando nella cosiddetta "narrativa di escalation" proveniente dalle capitali europee — quella sull'"imminente minaccia di una guerra ad alta intensità" con la Russia — il detonatore principale di questa spirale.
Al centro delle preoccupazioni russe c'è in particolare la Finlandia, il Paese che ha completato il percorso più radicale e insidioso. Dopo aver aderito alla NATO nel 2023, segnando la fine di decenni di neutralità come "Paese cuscinetto", Helsinki sta ora procedendo con un iter legislativo per rimuovere il divieto di importazione, transito e stoccaggio di armi nucleari, iscritto nella legge sull'energia nucleare degli anni '80 e nel Codice Penale. Il ministro della Difesa Antti Häkkänen ha definito la riforma "necessaria", presentando al Parlamento emendamenti che permetterebbero il transito e lo stoccaggio di testate NATO, operazioni aeree con velivoli nucleari nello spazio aereo finlandese e una cooperazione rafforzata con gli Stati Uniti — in particolare per l'utilizzo degli F-35 già progettati per trasportare bombe tattiche come le B6-12.
Non è un dettaglio secondario che la Finlandia abbia già acquistato nel 2022 64 caccia F-35A Lightning II per 9,4 miliardi di dollari, con le prime consegne avvenute all'inizio del 2026 e il completamento dell'ordine previsto entro il 2030.
A questo proposito, Ryabkov ha osservato che "la Russia ha espresso inequivocabilmente la sua forte critica a tali preparativi da parte degli europei", aggiungendo che "tali passi sono accompagnati da una retorica ostile anti-russa e sono un elemento del più ampio processo di accelerata militarizzazione dell'Europa, che prende di mira direttamente questo Paese".
Le armi nucleari, se dispiegate in Finlandia, la renderebbero un obiettivo legittimo per le truppe missilistiche strategiche russe, ha commentato, sempre all'agenzia TASS il generale di divisione Sergey Lipovoy,
“Sostengono di aver bisogno di armi nucleari in caso di minaccia di guerra. Si tratta di un'idea molto subdola, che implica la possibilità di utilizzare armi nucleari in qualsiasi momento. La leadership della NATO sta attualmente cercando di trascinare la Finlandia in una corsa agli armamenti di cui non ha bisogno, rendendola un obiettivo legittimo per le nostre forze missilistiche strategiche", ha precisato. 
L’esercitazione Narrow Waters 26
A questo si aggiungono le manovre militari ai confini russi, L'esperto militare Alexander Stepanov, dell'Accademia Presidenziale Russa RANEPA, ha aggiunto una lettura delle esercitazioni navali finlandesi Narrow Waters 26-1, in corso nel Golfo di Finlandia dal 18 al 29 maggio. Esse simulerebbero secondo la sua analisi un attraversamento forzato del confine russo, "utilizzando veicoli blindati, artiglieria di precisione e vari sistemi di droni". Gli obiettivi prioritari di una potenziale aggressione, secondo Stepanov, includerebbero gli impianti industriali nella Russia nord-occidentale e il controllo della Carelia.
A livello ufficiale le manovre descrive uno scenario centrato sulla difesa avanzata dell’arcipelago finlandese e del Golfo di Finlandia, ma con elementi operativi che vanno oltre la semplice postura passiva. Le truppe costiere finlandesi e tedesche simulano la protezione di isole strategiche contro sbarchi anfibi e infiltrazioni marittime, mentre l’artiglieria costiera a fuoco reale testa la capacità di colpire e neutralizzare unità navali in avvicinamento. Parallelamente, vengono provate manovre rapide di ridislocazione lungo la costa per reagire a eventuali sfondamenti, segno di una difesa mobile e dinamica.
Sul piano navale, le operazioni includono il controllo attivo dello spazio marittimo e missioni di interdizione, con l’obiettivo di negare all’avversario la libertà di movimento nel Golfo. Il trasporto di truppe sotto minaccia e la proiezione di forze verso settori critici — inclusi segmenti in territorio estone — indicano una capacità di rinforzo rapido e di chiusura dello stretto contro la Flotta del Baltico russa. L’introduzione e il test di sistemi unmanned (UAV, droni), sia navali che aerei, rafforzano questa dimensione operativa, includendo ricognizione avanzata e potenziali capacità d’attacco.
Nel complesso, si tratta di un’esercitazione prevalentemente difensiva nell’intento strategico — proteggere territorio, controllare accessi e respingere un’aggressione — ma con una forte componente “attiva” e proiettiva. Le attività di interdizione marittima, la chiusura dello stretto e l’impiego di droni anche in funzione offensiva suggeriscono infatti capacità che, in uno scenario reale, possono assumere un carattere attivo, soprattutto nel momento in cui si passa dal contenimento alla neutralizzazione preventiva delle forze avversarie.
L'ombrello nucleare di Macron e le manovre sul Baltico
Non è solo l’iniziativa di Helsinki e ridisegnare la retorica nucleare in una postura ostile a Mosca. La risposta europea al disimpegno americano sotto l'amministrazione Trump ha accelerato una riflessione strategica senza precedenti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato a marzo di voler estendere la deterrenza nucleare francese — circa 290 testate, il più grande arsenale europeo — agli alleati continentali, definendo l'iniziativa "deterrenza avanzata". Belgio, Regno Unito, Germania, Grecia, Danimarca, Paesi Bassi, Polonia e Svezia hanno espresso interesse a partecipare. Nello stesso mese, Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno firmato una dichiarazione congiunta in cui affermavano che le forze armate tedesche erano "pronte a partecipare alle esercitazioni nucleari francesi".
Un’altra notizia preoccupante è arrivata ad aprile: secondo quanto riportato dal portale Wirtualna Polska, Francia e Polonia starebbero pianificando esercitazioni aeree congiunte sul Mar Baltico con Rafale equipaggiati di testate nucleari, mirati a simulare attacchi contro "obiettivi importanti vicino a San Pietroburgo", con l'utilizzo di missili da crociera americani JASSM-ER. Cruciale è la natura di queste manovre: secondo le fonti citate, le procedure sviluppate da Parigi e Varsavia non richiederebbero consultazioni preventive all'interno della NATO ai sensi dell'Articolo 5, consentendo "processi decisionali molto più rapidi rispetto alla burocrazia dell'Alleanza Atlantica". 
Emmanuel Macron © Imagoeconomica
Il Cremlino, per voce del portavoce Dmitry Peskov, ha definito i piani una prova della volontà europea di procedere verso una "ulteriore militarizzazione e nuclearizzazione" del continente.
Ryabkov ha inquadrato queste iniziative come ostacoli strutturali a qualsiasi futuro dialogo: gli sforzi francesi per costruire un "ombrello nucleare" paneuropeo e ampliare il proprio arsenale rappresentano, secondo lui, "un ulteriore passo in una serie di azioni della NATO che creano ostacoli significativi a qualsiasi futuro dialogo costruttivo tra Russia e Occidente sulle questioni di sicurezza".
Le esercitazioni nucleari russe: oltre 64.000 uomini in campo
Mosca nel frattempo non rimane certamente a guardare, il Ministero della Difesa russo ha annunciato lo svolgimento di esercitazioni sulle forze nucleari dal 19 al 21 maggio. Si tratta di una delle operazioni più ampie degli ultimi anni: complessivamente sono coinvolte oltre 64.000 persone, più di 7.800 pezzi di armamento e 200 lanciamissili, oltre a 140 velivoli, 73 navi di superficie e 13 sottomarini, tra cui otto incrociatori sottomarini strategici lanciamissili. L'esercitazione include la Forza missilistica strategica, le flotte del Nord e del Pacifico, il comando dell'aviazione a lungo raggio e unità dei distretti militari di Leningrado e Centrale.
Gli obiettivi dichiarati comprendono la verifica della prontezza operativa dei comandi, l'interoperabilità tra le forze, il supporto logistico completo e l'esecuzione di lanci di prova di missili balistici e da crociera presso poligoni dislocati in tutto il territorio russo. Le manovre includono anche "la preparazione e l'impiego congiunto di armi nucleari dislocate sul territorio della Repubblica di Bielorussia", secondo quanto reso noto dal ministero. Il giorno precedente, il 18 maggio, anche Minsk aveva ufficialmente avviato un addestramento militare separato dedicato all'"impiego in combattimento di armi nucleari", specificando che le unità bielorusse si eserciteranno con quelle russe "nella consegna di munizioni nucleari".
A rendere più significativo il contesto di queste manovre c’è la progressiva messa in produzione del nuovo missile balistico intercontinentale RS‑28 Sarmat, il vettore pesante destinato a sostituire i vecchi SS‑18 Voyevoda.
Dopo anni di ritardi e test problematici, il presidente Vladimir Putin ha confermato a maggio il successo di un nuovo lancio sperimentale, di quello che è considerato “il missile più potente al mondo” e progettato per colpire bersagli a distanze potenzialmente superiori ai 35.000 chilometri, anche seguendo traiettorie suborbitali pensate per aggirare i sistemi di difesa missilistica occidentali. Secondo il comandante delle Forze missilistiche strategiche, generale Sergej Karakáev, l’arma dovrebbe entrare in servizio operativo entro la fine dell’anno, con i primi esemplari schierati presso la divisione missilistica di Užur, in Siberia, a testimonianza del fatto che le esercitazioni di maggio non servono solo a dimostrare la prontezza dell’arsenale esistente, ma anche a preparare l’integrazione di nuove capacità nucleari di lunga gittata nella postura strategica russa.
Immagine di copertina realizzata con il supporto dell'IA
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