Ecuador, uccisa giudice sotto minaccia: cresce l'allarme violenza nonostante lo stato d'emergenza

L’Ecuador torna a fare i conti con l’escalation di violenza che da mesi scuote il Paese. Una giudice ecuadoriana è stata uccisa vicino al confine con il Perù, nonostante lo stato di emergenza imposto dal presidente Daniel Noboa per contrastare la criminalità organizzata e rafforzare la sicurezza nelle aree più colpite.
A dare notizia dell’omicidio è stato il Consiglio della magistratura, che in una nota ha denunciato la gravità dell’accaduto: “Questo crimine costituisce un grave attacco alla giustizia e allo stato di diritto in Ecuador”. L’assassinio riaccende i riflettori sulla situazione di instabilità che continua a travolgere il Paese sudamericano, dove le misure straordinarie adottate dal governo non sono riuscite finora a fermare l’ondata di criminalità.
Secondo quanto riferito dalla polizia di Machala, nel sud-ovest del Paese, la vittima è Lady Pachar (in foto), magistrata che aveva già ricevuto minacce. La giudice è stata uccisa lunedì mentre si stava dirigendo in auto verso una palestra. Al momento dell’agguato non era accompagnata dalle due guardie del corpo assegnatele per motivi di sicurezza.
Machala è il capoluogo della provincia costiera di El Oro, una delle aree più delicate dell’Ecuador per la sua posizione strategica al confine con il Perù, secondo produttore mondiale di coca dopo la Colombia. Negli ultimi anni il territorio ecuadoregno è diventato un punto centrale per le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico internazionale di droga, utilizzando i porti sul Pacifico per esportare cocaina proveniente da Colombia e Perù.
Parallelamente al narcotraffico, i gruppi criminali hanno esteso la propria influenza anche ad altri settori illegali, tra cui estorsioni, sequestri e omicidi, contribuendo a trasformare l’Ecuador in uno dei Paesi più instabili della regione. In risposta alla crescente emergenza sicurezza, il presidente Daniel Noboa ha proclamato più volte lo stato d’emergenza in diverse province, autorizzando il coprifuoco e il dispiegamento dell’esercito nelle strade. Nonostante ciò, la violenza continua a colpire istituzioni, magistrati e cittadini.
ARTICOLI CORRELATI
Assassinato il pm Pecci in Colombia
L’omicidio del procuratore Pecci e quei mandanti protetti dal manto dell'impunità
Omicidio Pecci: ''L'ordine è partito dal Paraguay, in accordo con la mafia italiana''














