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Di Battista, intervento riuscito a L'Avana: segnali confortanti dopo l'operazione

L’ex deputato resta sedato e ricoverato in terapia intensiva. Fonti vicine invitano alla cautela: "Si tratta di una fase delicata"

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Arrivano da L’Avana i primi segnali confortanti sulle condizioni di salute di Alessandro Di Battista dopo l’intervento chirurgico subito venerdì. Secondo quanto riferito da fonti mediche, l’operazione è riuscita, un elemento particolarmente importante considerando la gravità delle condizioni in cui si trovava l’ex deputato.
Di Battista, 48 anni e leader dell’associazione Schierarsi (di cui è vicepresidente), è attualmente ricoverato in terapia intensiva. Come previsto dopo un intervento di questa portata, è stato sedato e dovrebbe rimanere in questa condizione almeno per un paio di giorni. Sarà quindi necessario attendere la conclusione di questa fase prima di poter avere indicazioni più precise sul decorso post-operatorio.
"Noi aspettiamo l’evolversi degli eventi. Vediamo cosa accadrà al termine del periodo di sedazione", precisa una persona che conosce bene l’ex parlamentare. L’attesa resta accompagnata da una comprensibile preoccupazione: "Certo, siamo in ansia, come è naturale che sia: vorremmo tutti avere più informazioni e soprattutto la certezza che Alessandro si possa riprendere. Per ora, però, facciamo un passo alla volta. Il primo è augurarsi che l’operazione abbia dato i suoi frutti".
A suscitare un prudente ottimismo sono anche le indiscrezioni relative ad alcuni parametri monitorati nelle ore successive all’operazione, che sembrerebbero attestarsi su valori nella norma. Nell’ambiente vicino a Di Battista, tuttavia, nessuno intende anticipare valutazioni sull'evoluzione delle sue condizioni. "Nessuna fuga in avanti, però: invitiamo tutti alla cautela. Si tratta di una fase delicata", sottolineano fonti vicine all’ex esponente del Movimento 5 Stelle.
In queste ore amici e persone a lui vicine chiedono soprattutto discrezione, nel rispetto della privacy di Di Battista. Un’indicazione già espressa dall’associazione Schierarsi quando era stato annunciato il rinvio del suo rientro in Italia. L’obiettivo è anche evitare ricostruzioni e indiscrezioni che possano violare la riservatezza dell’ex deputato in un momento particolarmente delicato.
Resta dunque troppo presto per stabilire quali saranno i prossimi passi e, soprattutto, quando Di Battista potrà lasciare Cuba. "Parlare di ciò che accadrà nelle prossime settimane è prematuro", spiegano persone a lui vicine.
Anche le ipotesi sul possibile rientro in Italia mantengono per il momento margini molto ampi. "Potrebbe stare a Cuba altre quattro settimane, fino a 30 giorni dopo l’operazione", riferiscono fonti informate. Una prospettiva che lascia intendere come il percorso post-operatorio richiederà tempo e prudenza. "Sarà lunga l’attesa", rimarcano.

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Foto © Paolo Bassani