''Credono di vincere''. I folli leader europei che vogliono portarci in guerra
Il premier slovacco Robert Fico denuncia i guerrafondai Ue. La Lituania rimuove il divieto costituzionale allo stanziamento delle armi nucleari
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C’è un elefante nella stanza nei palazzi di Bruxelles, ma in molti preferiscono fingere di non vedere e voltano lo sguardo altrove, nonostante la situazione sia di estrema gravità. Eppure no, nessuno vuole ammettere che siamo in mano a folli che vogliono portarci dritti nel baratro di una guerra totale contro la Russia.
A denunciare questa situazione, nelle ultime ore, è stato un inascoltato e isolato primo ministro slovacco Robert Fico in un videomessaggio diffuso sui social: "Il fallimento della strategia di distruggere la Russia attraverso la guerra in Ucraina ha portato alcuni politici occidentali a credere che, se questo obiettivo non può essere raggiunto dall'esercito ucraino con il suo pieno supporto, allora si debba fare ogni sforzo per provocare un conflitto tra la NATO e la Russia". E poi, senza mezzi termini: "Qualcuno deve aver perso la testa. La Russia non può essere sconfitta in una guerra convenzionale".
Non è un'uscita isolata. Fico ha precisato, in un post su X del 20 settembre, di non essere e di non essere mai stato tra coloro che cercano un pretesto per una guerra tra NATO e Russia, aggiungendo che "finché sarò primo ministro della Repubblica slovacca, non accetterò che i soldati slovacchi partecipino a qualsiasi avventura militare provocata da chiunque all'interno della NATO". Il premier di Bratislava ha anche richiamato il vero significato dell'articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico, ricordando che la clausola di difesa collettiva offre agli alleati "diverse alternative per dimostrare solidarietà", e non implica automaticamente un intervento militare diretto.
Il timore di Fico, condiviso da altre voci critiche in Europa, è che un episodio come l'incursione di un drone attribuito genericamente alla Russia possa essere sfruttato per innescare l'attivazione dell'articolo 5, trascinando l'intera Alleanza in un confronto diretto con Mosca che nessuno, a parte "alcuni falchi", sembra davvero volere. Un’accusa rivolta esplicitamente a "certi falchi di guerra all'interno della NATO" che "stanno cercando a ogni costo di trasformare questa guerra in uno scontro tra Russia e NATO". La guerra in Ucraina, ha ribadito Fico, "non è né un conflitto della NATO né della Slovacchia".












