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Bongiovanni: ''Dobbiamo parlare della Cia. Gli Stati Uniti hanno fatto le stragi nel nostro Paese''

AMDuemila

Sfonda quota oltre tre milioni e cinquecento mila di visualizzazioni la forte denuncia di Giorgio Bongiovanni in via D'Amelio sui nostri social network (Instagram, Facebook, YouTube e TikTok). Il direttore di ANTIMAFIADuemila, intervenuto insieme ad altri relatori sul palco allestito da Agende Rosse e Our Voice in occasione del 34° anniversario della strage, ha puntato il dito contro le complicità esterne a Cosa nostra nelle stragi che hanno segnato la storia del Paese.

Secondo Bongiovanni, dietro tutti i principali fatti di sangue della Prima e della Seconda Repubblica, dalla strage di Portella della Ginestra alle bombe del 1993, vi sarebbe la mano occulta della CIA, che avrebbe guidato e manovrato le organizzazioni criminali responsabili della strategia del terrore in Italia.

Nel suo intervento, Giorgio Bongiovanni ha inoltre rivolto un duro appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché convochi al più presto una riunione urgente del Consiglio Superiore della Magistratura, che presiede, per fare chiarezza sulle pressioni denunciate da alcuni consiglieri in merito alla nomina della magistrata Franca Imbergamo, a discapito del collega Sebastiano Ardita.



"Noi parliamo sempre del generale Mori, della pista nera, ma noi dobbiamo parlare della Cia". È da qui che prende avvio l'intervento di Giorgio Bongiovanni, direttore di ANTIMAFIADuemila, pronunciato ieri in via d'Amelio in occasione del 34° anniversario della strage di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta. Nel suo intervento, Bongiovanni ha sostenuto che dietro le principali stragi della storia repubblicana vi sarebbe la responsabilità degli Stati Uniti attraverso i servizi di intelligence. "Gli Stati Uniti d'America hanno fatto le stragi nel nostro Paese. A Bologna, Piazza della Loggia, Piazza Fontana, Rapido 904. Sin da Portella della Ginestra fino a qui in via d'Amelio. Erano servizi segreti italiani ma noi lavoriamo per la Cia. Noi ubbidiamo alla Cia, sono loro che comandano i nostri servizi". Il direttore di ANTIMAFIADuemila ha poi denunciato quello che definisce un sistema di potere ancora attivo. 
"Ci saranno le elezioni e stanno cercando di eliminare Il Fatto Quotidiano, Report, resta ANTIMAFIADuemila, ma noi siamo straccioni, ci lasceranno fare perché siamo l'ostacolo a quel potere che non vuole lasciare il potere. Sono ancora lì quelli assassini. Il sistema è quello, da Portella della Ginestra fino ad oggi". Nel corso del suo intervento ha quindi ribadito la necessità di un programma politico fondato sui principi costituzionali e sul contrasto alle mafie. "Dobbiamo seguire la Costituzione, il programma di governo deve basarsi sulla Costituzione. Devono esserci punti politici precisi sulla lotta alla mafia, sull'apertura degli archivi e il sostegno ai magistrati in prima linea, come Nino Di Matteo, isolato e ostacolato dal sistema". Rivolgendosi direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua veste di presidente del Consiglio superiore della magistratura, Bongiovanni ha richiamato la recente vicenda relativa alla nomina di Franca Imbergamo alla Procura nazionale antimafia. "Presidente Mattarella, lei presiede il Csm e il consigliere Andrea Mirenda, un suo consigliere, ha denunciato pressioni per eleggere Franca Imbergamo al posto di Sebastiano Ardita. Chi ha fatto pressioni?", ha chiesto. Secondo Bongiovanni, il Capo dello Stato "deve convocare una riunione urgente al Csm e chiedere a quei consiglieri chi ha fatto pressioni". Pur definendo Imbergamo "una brava magistrato", ha aggiunto che "non aveva i titoli di Ardita. Vi siete trincerati sull'anzianità e sulla carriera quando vi conveniva e avevate proposto Meli con questo sistema e ora bocciate Ardita quando dovevate promuoverlo". Ampio spazio è stato dedicato anche alla vicenda dell'agenda rossa di Paolo Borsellino


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"Noi abbiamo trovato, con il nostro Lorenzo Baldo, la fotografia della valigetta in via d'Amelio. Un capitano dei carabinieri ha saltato il corpo di Paolo carbonizzato con la valigetta in mano, è andato in fondo a questa strada a consegnarla e lo hanno assolto perché non è dimostrabile che aveva aperto e sottratto l'agenda rossa. E che ci è andato a fare? Quelli sono i servizi segreti, l'Italia non conta niente". Nel prosieguo dell'intervento il giornalista ha rivolto nuove accuse al generale Mario Mori e agli Stati Uniti. "Mori è un portaborse della Cia. Gli americani non vogliono che si sappia la verità perché significa che gli italiani vengono a sapere che dal 1947 non solo ci hanno governato loro ma loro sono i responsabili di tutte quelle morti innocenti. Licio Gelli, come altri mandanti delle stragi, hanno fatto il lavoro sporco per interessi internazionali. Gli Stati Uniti sono responsabili di tutte quelle morti, compresa quella di Paolo". Infine, il direttore di ANTIMAFIADuemila ha richiamato al colloquio tra Giovanni Falcone e Francesco La Licata, intervistato recentemente dalla testata. “Giovanni Falcone disse a Francesco La Licata: 'Mi sono pentito di aver incontrato il presidente degli Stati Uniti, è uno degli errori più grandi della mia vita'. Su cosa stava lavorando Falcone? Su Gladio”. Bongiovanni ribadisce l’ingerenza dei servizi americani. “Gli americani hanno impedito anche che venisse nominato Nino Di Matteo a ministro della Giustizia quando Di Maio andò a Washington e gli ordinarono di non promuoverlo a Guardasigilli. Gli hanno detto di fermarsi perché Di Matteo avrebbe scoperto tutte le nostre schifezze".


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