34° anniversario Via D'Amelio: Palermo, dal 17 al 19 luglio, chiede verità e giustizia
Dal 17 al 19 luglio Palermo ospiterà le iniziative per il 34° anniversario della strage di via d'Amelio, l'attentato politico-mafioso in cui, il 19 luglio 1992, furono assassinati il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina.
Le giornate di commemorazione, promosse dal Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino assieme a Our Voice, Casa di Paolo, Centro Studi Paolo e Rita Borsellino, ANTIMAFIADuemila e Agesci Sicilia, e altre numerose realtà della società civile e familiari delle vittime innocenti di mafia, si svolgeranno in diversi luoghi simbolo di Palermo e culmineranno il 19 luglio in via d'Amelio, luogo dell'eccidio.
A trentaquattro anni dalla strage, la ricerca della verità resta una ferita ancora aperta. Per Salvatore Borsellino, fratello del magistrato e fondatore del Movimento delle Agende Rosse, il percorso di accertamento delle responsabilità non può dirsi concluso. "Il depistaggio è ancora tra noi", continua a denunciare, richiamando l'attenzione sulla necessità di fare piena luce non solo sull'attentato di via d'Amelio, ma sull'intera stagione delle stragi mafiose che hanno segnato il Paese.
Il programma delle tre giornate prevede incontri pubblici, dibattiti, testimonianze, momenti di riflessione, iniziative artistiche e culturali e commemorazioni dedicate all'eredità civile e morale di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta. Magistrati, giornalisti/e, intellettuali, rappresentanti della società civile, artisti/e, giovani e cittadini/e si confronteranno sul significato della memoria, della lotta alle mafie e della ricerca della verità, contro l'oblio di Stato e contro i depistaggi ancora in corso. 
Il dibattito pubblico e istituzionale continua a non affrontare in maniera organica il contesto nel quale maturarono le stragi del 1992-1994. In particolare, preoccupa l'impostazione dei lavori della Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Chiara Colosimo, che dal suo insediamento si è concentrata esclusivamente su una delle sette stragi, quella di via d'Amelio, e in particolare solo su una pista investigativa: quella relativa al “dossier Mafia-appalti”, senza considerare il quadro più ampio della strategia stragista di quegli anni.
La memoria non può esaurirsi in gesti simbolici o celebrazioni istituzionali. Deve al contrario tradursi in un impegno concreto per l'accertamento della verità e della giustizia, nel rispetto dell'eredità lasciata da Paolo Borsellino.
Da trentaquattro anni Salvatore Borsellino porta avanti questo impegno nel rispetto della promessa fatta alla madre, continuando a chiedere che venga fatta piena luce non solo sugli esecutori della strage, ma anche sui mandanti esterni a Cosa nostra, sui depistaggi e sulle complicità che hanno impedito di arrivare a una verità completa. E la sparizione dell'agenda rossa di Paolo Borsellino sottratta dal luogo della strage (e mai più ritrovata) - non per mano mafiosa - rappresenta il fulcro dell'attentato del 19 luglio 1992.
Le giornate del 17, 18 e 19 luglio vogliono essere, ancora una volta, un'occasione di incontro tra cittadini, associazioni e giovani per riaffermare che la ricerca della verità sulle stragi del 1992, del 1993 e il fallito attentato all'Olimpico del 1994 appartiene al presente e rappresenta un dovere democratico che riguarda l'intero Paese.
Anche quest'anno migliaia di persone raggiungeranno Palermo per rinnovare una richiesta che, a trentaquattro anni dalla strage, continua a unire chi crede nella giustizia: conoscere tutta la verità sull'assassinio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta e sulle pagine ancora oscure della stagione stragista che ha segnato per sempre la storia della Repubblica.
Il programma (in aggiornamento) delle iniziative è disponibile sul sito ufficiale della commemorazione: 19luglio1992.com
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