
Orazio Maurizio Musumeci: Un signor “nessuno”, che pure guadagna la ribalta in men che non si dica, auto-presentandosi alla premier Giorgia Meloni, ignara e a sua insaputa. Si, proprio la ribalta, quel proscenio che era stato preparato per la presidente del Consiglio, al Teatro Franco Parenti di Milano in occasione di un evento istituzionale sulla giustizia.
Andiamo per ordine. Il Signor Orazio Maurizio Misumeci, è, con tutto il rispetto, uno sconosciuto ex bancario di 69 anni, nato a Catania e residente a Pavia con esperienza e competenza specifica nel campo dei flussi finanziari e dei trattati internazionali. Il suo nome venne fuori in occasione delle elezioni del presidente della Repubblica del 2013, quando ebbe modo di inviare una PEC – a tutti i grandi elettori – seguita da raccomandata, nella quale proponeva la propria candidatura. E lo ha fatto con tutti i crismi della legalità e della trasparenza, avendo allegato il proprio curriculum e un programma di governo di oltre 50 pagine. E non finisce qui. Invero la sua candidatura era dotata di una bozza di decreto legislativo per la “Riforma della Sovranità Nazionale”. Non possiamo dire che la sua proposta di legge non fosse veramente concreta, tenuto conto che, sia pure in forma sintetica si articolava su tre punti che prevedevano, in primo luogo l’elezione di un Presidente della Repubblica che fosse garante dell’uscita dall’euro; in secondo luogo la nazionalizzazione della Banca d’Italia e, infine, la contestazione dell’”occupazione del Quirinale da parte di figure di emanazione bancaria europea”.
La questione non fu neppure valutata dagli uffici competenti, né le fu dedicato una benché minima attenzione da parte dei media; e così cadde nell’oblio se non fosse che oggi riemerge con modalità assolutamente irrituali e, all’insaputa di chicchessia. (istituzioni o no).
Ma dobbiamo tornare indietro perché la questione è doppiamente inquietante e sollecita una discussione che riguarda intanto la sicurezza nazionale e poi l’aspetto giuridico della cosiddetta proposta di legge i cui contenuti sono devastanti.
Dunque, in primo luogo la sicurezza, e l’immediata consapevolezza da parte delle forze dell’0rdine e delle scorte che si era verificato un buco; la sicurezza della premier aveva fallito se è vero – com’è vero – che Musumeci è arrivato fino al podio destinato alla Meloni e, al cospetto di lei, dopo averla tranquillamente attesa nell’area di sicurezza, senza che alcuno si accorgesse di quella presenza, le si propose offrendole una stretta di mano.
Dunque Musumeci, secondo quanto risulta anche dalle sue stesse dichiarazioni, ha raggiunto l’obiettivo attraversando disinvoltamente le aree in sicurezza portando con sé, sottobraccio una cartella contenente un libro. Era il suo libro, scritto nel 2013, intitolato: “Il tredicesimo presidente” (introvabile) che altrettanto disinvoltamente consegnò a Giorgia Meloni, dicendole ad alta voce: “attendo le dimissioni di Mattarella”.
Non voglio dedicare questa pagina alla questione della sicurezza non solo della presidente del consiglio ma anche di tutte le personalità che sostavano in quell’area, almeno non prima di rilevare soltanto che i servizi di ordine pubblico e di protezione hanno fallito.
Credo piuttosto che sia indispensabile valutare i contenuti del gesto del signor Musumeci. Insomma, se un signore sconosciuto, privo di un qualsivoglia invito di partecipazione alla cerimonia, dopo avere attraversato indisturbato tutti i percorsi di sicurezza, si presenta davanti al capo del governo al quale consegna un libro di cui è l’autore sollecitando le dimissioni del capo dello Stato, si ravvisano, secondo la mia modesta opinione, due ipotesi: o quest’uomo è uno squilibrato in delirio di onnipotenza, o sta compiendo un atto provocatorio davanti ad un folto pubblico, forse nella speranza di sollecitare gli interessi della stampa, degli altri media, della magistratura..
E non posso omettere di segnalare che il libro era un saggio sulla nullità del mandato del Capo dello Stato Sergio Mattarella.
Or non v’è dubbio alcuno che se il signor Musumeci non sta bene con il cervello, lo scopo di tutta questa pantomima non può che essere provocatorio; anche perché l’intruso non pone un problema giuridico in generale, cioè riferito al mandato di un qualunque Presidente della Repubblica…no! Si riferisce specificamente al mandato di Sergio Mattarella.
Sembra che sia stata aperta un’indagine interna (immagino al Viminale), ma riguarderebbe la questione della sicurezza. Non conosco l’evolversi della situazione sotto il profilo giuridico e non so se sono state aperte apposite indagini sul fatto; l’unica cosa che posso constatare è che nessuno – salvo il giornale on line “ilSicilia.it”, che è la mia fonte) – abbia aperto una sorta di dibattito per cercare di capire non solo le intenzioni del Musumeci ma anche le sue azzardate e strampalate riforme sulla Giustizia. A prescindere poi dal verificarsi dei fatti e dai contenuti del libro scritto da Musumeci, ciò che stupisce è il silenzio del Governo sull’argomento in esame. E’ una scelta, è vero, ma non possiamo sottovalutare le conseguenze che potrebbero verificarsi anche dalla semplice veicolazione della questione nei social. Stiamo parlando della “nullità del mandato del Capo dello Stato” che potrebbe rappresentare il grimaldello per scardinare il nostro sistema costituzionale. E invero abbiamo più volte scritto quali sono le intenzioni dell’attuale governo in materia di riforme costituzionali.
Anche il Quirinale tace, a mio modo di vedere, fa bene, perché spetta al capo del governo eventualmente esaminare serenamente il da farsi.
Ma allora cosa fare? A questo punto ritorna prepotentemente la domanda iniziale: “C’è qualcuno che conosce Orazio Maurizio Musumeci?” cosa vuol dire nullità del mandato del Capo dello Stato Sergio Matarella? Quali sarebbero le
figure bancarie che avrebbero occupato il Quirinale’? In che cosa consiste la “riforma della sovranità nazionale?”
Insomma, sarà una boutade di cattivo gusto o un atto provocatorio?
Tratto da: “IlSicilia.it” del 13 marzo 2026















