Strumenti di accessibilità
Skip to main content
| Società

Omar Barghouti: ''Israele sta cancellando la civiltà millenaria di Gaza. Non si può restare apatici''

Mirko Felas

Il cofondatore del Bds dal palco di Taranto: “Per porre fine alla violenza bisogna eliminare l’oppressione

Difesa del popolo palestinese contro l’”esperimento” genocida di Israele, appelli alla mobilitazione internazionale e una forte critica all’Occidente: sono i temi affrontati dall’attivista palestinese Omar Barghouti, cofondatore di Bds, movimento internazionale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele e aziende complici; nonchè vincitore del Gandhi Peace Award 2017, intervenuto a Taranto durante le manifestazioni del Primo Maggio. Intervistato da La Stampa, Barghouti ha denunciato le migliaia di vittime civili, in particolare bambini, della distruzione di ospedali, scuole, università e luoghi culturali, oltre alla mancanza di cibo, acqua e cure mediche per la popolazione della Striscia. “Israele sta cancellando la civiltà millenaria di Gaza”, ha dichiarato.
L’attivista ha poi respinto la lettura della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi, aveva sostenuto che non fosse corretto attribuire esclusivamente a Israele la responsabilità della guerra, ricordando come il conflitto sia iniziato dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023: “I fascisti si sostengono sempre a vicenda, incolpando le vittime e mai i responsabili. Già prima dell’ottobre 2023, il governo di estrema destra israeliano, aveva intensificato la pulizia etnica e l’umiliazione quotidiana di milioni di palestinesi”.
Nel corso dell’intervista, il fondatore del Bds ha anche contestato il modello democratico occidentale, soffermandosi sul peso economico delle grandi aziende e degli oligarchi che condiziona profondamente i sistemi politici, “Stati Uniti e Israele cercano di normalizzare quest’era in cui la forza prevale sul diritto, attraverso forme di violenza coloniale estrema e dominio spietato”. Un ulteriore passaggio importante ha riguardato il ruolo della società civile e delle organizzazioni sindacali e portuali italiane. Secondo Barghouti gli scioperi guidati dai sindacati italiani dell’anno scorso “sono stati un esempio ispirante di solidarietà concreta”, “la lotta contro il traffico di armi nei porti deve continuare”, ha esortato la società civile a proseguire le iniziative di solidarietà verso il popolo palestinese, chiedendo pressioni internazionali per interrompere ogni forma di collaborazione economica e istituzionale con Israele. Verso la conclusione il dibattito si è concentrato sul movimento Bds, spesso al centro di polemiche e accuse di avere finalità politiche più che umanitarie. Barghouti ha difeso la strategia del boicottaggio: “La lotta per i diritti umani è senza dubbio politica, giuridica ed etica”, “il radicalismo strategico è la forma di sostegno più efficace che esiste”. 
Le iniziative di pressione economica e culturale del movimento starebbero producendo effetti concreti anche in Europa. La decisione di alcune amministrazioni comunali e regionali italiane di interrompere rapporti istituzionali con Israele, le campagne di boicottaggio portate avanti dai supermercati Coop e le proteste da parte di numerosi atleti nel mondo dello sport fanno nutrire a Bds “una speranza radicale ma realistica, che trasforma la rabbia in energia strategica ed organizzata, al fine di ottenere giustizia, libertà e uguaglianza per tutti. Senza eccezioni”, ha terminato.

ARTICOLI CORRELATI

Francesca Albanese: a Gaza non c’è tregua. Oltre 500 palestinesi uccisi in meno di quattro mesi

Il genocidio di Gaza: dalla complicità del nostro paese alla coraggiosa impresa della Flotilla

Gaza sanguina nel silenzio dopo che le telecamere si sono allontanate