VIDEO - Alessandro Orsini: ''La Russia attaccherà la Nato? Spiegateci anche perché''
Il sociologo ad Accordi e Disaccordi: “Putin non sconfigge solo Zelensky, ma tutta la classe dirigente dell’Unione Europea”
Alessandro Orsini torna a parlare della guerra in Ucraina e dei rapporti tra Russia, Nato ed Europa. Ospite di Luca Sommi ad Accordi e Disaccordi, il noto sociologo ed esperto di terrorismo internazionale, oltre a presentare le condizioni drammatiche in cui già da tempo versa l’Ucraina, si è concentrato anche e soprattutto sugli allarmi occidentali rispetto a un futuro attacco russo contro uno dei Paesi Nato. “Zelensky supplica in ginocchio Putin per una tregua, per un cessate il fuoco, per arrestare i combattimenti sulle linee del fronte, e vediamo che l’Ucraina viene letteralmente massacrata tutti i giorni. Non hanno quasi più missili Patriot”. Anche ai vertici ucraini sarebbe ormai maturata la consapevolezza che continuare il conflitto nelle condizioni attuali potrebbe indebolire ulteriormente Kiev. “Le guerre eterne non esistono”, ha ricordato Orsini.
Infatti, è anche vero che prima o poi potrebbe verificarsi un cedimento dell’Ucraina: “Quello che io credo è che si verificherà un cedimento da parte dell’Ucraina e credo che questi siano anche calcoli fatti dal vertice dello Stato ucraino”. In sostanza, stanno capendo che “con il passare del tempo l’Ucraina si indebolirà sempre di più”. E aggiunge: “Ricordiamo che la Russia invase l’Ucraina il 24 febbraio 2022 con 180 mila soldati, adesso ne ha circa 700 mila. Ma l’Ucraina è messa molto male. Ha già perso le sue regioni più ricche e più strategiche, ha già perso lo sbocco al mare quasi interamente e dipende quasi interamente dagli aiuti stranieri. Non è certamente un’immagine prospera quella dell’Ucraina”. Questo, nonostante l’Ucraina possa beneficiare del sostegno di molti altri Paesi oltre a quelli della Nato. “Il gruppo di contatto che sostiene l’Ucraina - ha precisato il sociologo - credo che si aggiri attorno ai 50 Paesi”.
Il possibile attacco russo alla Nato
La parte forse più dura dell’intervento di Alessandro Orsini arriva quando la discussione si sposta sugli allarmi lanciati in Europa sulla possibilità che, dopo l’Ucraina, la Russia possa in futuro attaccare direttamente un Paese della Nato. Dal punto di vista del conflitto in corso, Ucraina e Nato possano essere considerate sostanzialmente parte dello stesso schieramento: “Anche i bambini hanno capito che l’Ucraina e la Nato sono la stessa cosa, quindi potremmo parlare di 33 Paesi, perché ufficialmente la Nato si compone di 32 membri, con l’Ucraina arriviamo a 33”.
Ed è proprio su questa sproporzione che Orsini insiste parlando dei continui allarmi su un possibile attacco russo alla Nato: prima di sostenere che Mosca abbia intenzione di aprire un conflitto diretto con l’Alleanza, bisognerebbe spiegare quale interesse strategico avrebbe la Russia nel farlo e quali obiettivi concreti potrebbe cercare di raggiungere. “Un politico prevede che la Russia attaccherà un Paese della Nato: immediatamente dopo dovrebbe spiegare quali fini vorrebbe raggiungere con un attacco di questo tipo. Altrimenti è demagogia, significa inquinare il dibattito pubblico e la democrazia. Se domani mi sveglio e dico che la Russia vuole bombardare il Colosseo e non spiego per quale ragione la Russia vorrebbe fare una cosa del genere, siamo al di fuori di un dibattito sano. Siamo semplicemente nel tentativo di alimentare le paure delle persone per sostenere determinate politiche”.
Orsini torna quindi sulle parole del segretario generale della Nato, Mark Rutte, e sull’allarme relativo alla sicurezza dell’Occidente. Anche in questo caso la sua interpretazione è molto critica: “Non dimentichiamo che quando Rutte dice che l’Occidente non è mai stato così in pericolo, intende dire che le nostre poltrone in Occidente non sono mai state così in pericolo”. Il professore collega poi questo ragionamento alle conseguenze politiche di una sconfitta definitiva dell’Ucraina: “Putin non sta sconfiggendo soltanto Zelensky in Ucraina, ma tutta la classe dirigente corrotta che guida l’Unione Europea.” - prosegue - “L’Ucraina si trova in questa tragica situazione perché l’Europa non ha avuto la capacità di stabilire delle linee rosse nei confronti degli Stati Uniti. Era chiaro che, se la Nato si fosse infilata in Ucraina, la Russia a un certo punto avrebbe invaso quel Paese, perché la Russia minaccia l’Ucraina dal febbraio del 2008, minaccia di attaccare l’Ucraina dal febbraio del 2008, cioè prima del summit della Nato del 2-4 aprile 2008, il summit di Bucarest che avrebbe annunciato, un giorno, l’ingresso dell’Ucraina nella Nato”.
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