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VIDEO - Via d'Amelio e il ''coro fuori la mafia dallo Stato'', il servizio di TGR Sicilia

Karim El Sadi
antimafiaduemila

Da un lato il coro “fuori la mafia dallo Stato”, dall’altro l’inno di Mameli. Le telecamere di TGR Sicilia inquadrano gli ultimi momenti di questo 34° anniversario della strage di via d’Amelio, a Palermo. Come ogni anno il Movimento delle Agende Rosse, fondate e animate da Salvatore Borsellino, fratello del magistrato, ha organizzato la giornata di commemorazioni. Questa volta in compagnia dell’associazione Our Voice, direttrice Sonia Bongiovanni. Banchetti, interventi sul palco, testimonianze e panel hanno arricchito il pomeriggio del 19 luglio. La sera, poi, l’arrivo della fiaccolata della destra con i leader di Fratelli d’Italia. Già nel pomeriggio Salvatore Borsellino aveva ribadito la sua presa di distanze dalla postura dei rappresentanti di governo che nel giro di qualche ora avrebbero sfilato nel luogo dell’autobomba in testa alla fiaccolata, come avviene da anni. Il fratello del magistrato ha denunciato i tentativi di depistaggio in corso in Commissione Antimafia, presieduta da Chiara Colosimo (anche lei tra i partecipanti della fiaccolata notturna), e lo smantellamento dell’impianto legislativo antimafia nato dopo le bombe del ’92. “Non ci si può ispirare a Paolo Borsellino se si distrugge quel patrimonio di leggi che Falcone e Borsellino hanno dato alla magistratura per combattere la criminalità organizzata”, ha detto dal palco. Giunti a sera, dopo il concerto artivista di Our Voice dal titolo “Eco della resistenza”, è arrivato il serpentone partito da Vittorio Veneto. In testa al corteo, lo stato maggiore di Fratelli d’Italia, da Arianna Meloni, a Giovanni Donzelli. Una volta in via d’Amelio, i presenti hanno accolto la fiaccolata girandosi di spalle e sollevando cartelloni con i volti delle vittime di mafia. Suonato il silenzio, con il ritiro progressivo del corteo sono partiti i cori “Fuori la mafia dallo Stato”, a cui i partecipanti della fiaccolata hanno risposto intonando l’Inno di Mameli. Attimi di tensione, spenti prontamente dal cordone di sicurezza della digos che ha accompagnato i partecipanti del corteo fuori da via d’Amelio. Poi Salvatore Borsellino si è ripreso la scena, si è avvicinato all’ulivo piantato sul luogo dell’attentato, meditando con la fronte poggia a un ramo. Tutto intorno un religioso silenzio. Un ultimo bacio alla stele dei caduti e l’uscita da quella strada che ancora oggi, 34 anni dopo, attende verità e giustizia.

Guarda il servizio dal minuoto 12.20: rainews.it/tgr/sicilia

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