Un bombardamento russo contro la Polonia? Orsini: ''Improbabile, a Putin non conviene''
Un attacco russo contro Varsavia finirebbe per indebolire l'offensiva di Mosca in Ucraina.

Nelle ultime ore è tornata a circolare l'ipotesi di un possibile attacco russo contro la Polonia. Sulla questione è intervenuto anche Alessandro Orsini che, sul Fatto Quotidiano, ha spiegato perché una simile eventualità appaia decisamente poco probabile, almeno nella fase attuale del conflitto. Il motivo, secondo il sociologo, è semplice: “a Putin non conviene bombardare la Polonia”.
L'analisi parte da un confronto con il conflitto tra Israele e Iran. Secondo Orsini, la durata della guerra sarebbe stata determinata soprattutto dalla disponibilità di missili intercettori. L'Iran ha concentrato gli attacchi esclusivamente contro Israele, provocando un progressivo e costante assottigliamento delle sue difese antimissile.
Se Mosca decidesse di colpire la Polonia, inevitabilmente dovrebbe destinare a quel fronte una parte dei missili oggi impiegati contro l'Ucraina. Una scelta che, secondo Orsini, “favorirebbe Zelensky, rallentando il collasso delle sue infrastrutture energetiche e militari”.
A questo si aggiunge un altro elemento: Varsavia potrebbe reagire con attacchi in profondità contro il territorio russo, costringendo il Cremlino a distribuire le proprie risorse su un fronte militare più ampio.
Il possibile vantaggio politico
Pur escludendo la convenienza militare di un attacco alla Polonia, Alessandro Orsini individua un possibile vantaggio sul piano politico. Un'azione militare diretta contro un Paese della NATO potrebbe infatti esercitare un forte effetto intimidatorio sui governi europei.
“Se Putin bombardasse l'Italia o minacciasse seriamente di bombardarla, Crosetto e Meloni smetterebbero di armare e finanziare Zelensky senza dirlo apertamente per salvare la faccia. Se non smettessero, e l'Italia fosse bombardata, il loro governo cadrebbe o perderebbe quasi tutti i consensi. Il 66,3% degli italiani - ha sottolineato il sociologo - pensa che la colpa della guerra in Ucraina sia dell'Occidente, come riporta il Censis in una ricerca pubblicata il 6 dicembre 2024”.
Orsini ha poi ricordato che “la questione della colpa è fondamentale quando si tratta di costruire consensi intorno alle guerre”. Se in Russia l'opinione pubblica sarebbe compatta attorno a Putin, in Italia la situazione sarebbe diversa. “Gli italiani - ha precisato - non sono compatti intorno alla guerra di Meloni-Zelensky perché sono convinti che la Nato abbia sbagliato ad arrivare fino alle porte della Russia dopo che la Russia (per decenni) aveva assicurato una guerra in Europa se la Nato fosse arrivata ai suoi confini”.
Perché un attacco alla Polonia sarebbe un errore strategico
In definitiva, allo stato attuale delle cose, un attacco alla Polonia rappresenterebbe un errore strategico per Mosca.
“I vantaggi per la Russia sarebbero limitati”, anche nell'ipotesi di un ridimensionamento del sostegno italiano a Kiev, considerando che il contributo militare di Roma sarebbe ormai vicino all'esaurimento a causa della riduzione delle scorte disponibili.
“Di contro, possiamo immaginare che l'Inghilterra e la Francia reagirebbero con durezza. La guerra in Ucraina può soltanto peggiorare. Infatti, peggiora ininterrottamente da quando è iniziata. Fino a quando la Nato continuerà a investire nella sconfitta della Russia sul campo di battaglia, la possibilità di un attacco nucleare contro l'Ucraina resterà sempre aperta”.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
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