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Toscana nel mirino delle mafie: l’allarme di Tescaroli su infiltrazioni e economia illegale

L’intervento del Procuratore della Repubblica di Prato al seminario “I nuovi volti della mafia e l'economia illegale in Toscana”

AMDuemila

La Toscana rappresenta da anni un territorio di interesse strategico per le organizzazioni mafiose italiane e straniere, attratte da un tessuto economico florido e dinamico. Lo ha sottolineato con forza Luca Tescaroli, procuratore capo di Prato, intervenendo al seminario “I nuovi volti della mafia e l'economia illegale in Toscana”, organizzato dall’Associazione Stampa Toscana con il Consiglio regionale.
Tescaroli ha tracciato un quadro delle dinamiche investigative più recenti, evidenziando come Cosa Nostra, Camorra e ‘Ndrangheta abbiano consolidato presenze sul territorio, fenomeno arricchitosi con l’attività di gruppi di criminalità organizzata straniera, in particolare cinesi e albanesi. "Storicamente – ha spiegato Tescaroli – la Toscana è un luogo d'elezione per appartenenze e presenze di esponenti di strutture mafiose, c'è il massimo impegno e attenzione per contrastare questo fenomeno e il suo proliferare".
Il procuratore ha rimarcato il DNA predatorio di queste organizzazioni: "Hanno nel loro DNA il proposito dell'arricchimento illecito e dunque la Toscana ha tutti i requisiti per essere territorio di conquista". Per questo, secondo il magistrato, "è estremamente importante l'attenzione che viene rivolta al fenomeno. E' importante far conoscere ciò che avviene nel territorio in modo che tutti i cittadini e le istituzioni abbiano chiaro il problema e la sua pericolosità, con la prospettiva di mettere in campo risposte sempre più qualificate".
Nel corso dell’incontro, svoltosi nella Sala delle Feste di Palazzo Bastogi, il procuratore della repubblica ha ricordato i precedenti più gravi di attentati mafiosi in regione, dalla strage del treno di Natale del 1984 alla bomba dei Georgofili del 1993. A Prato, dove è in corso un contrasto particolarmente attivo contro la mafia cinese e altre forme di criminalità organizzata, è stata adottata "una strategia basata sulla tempestività dell'intervento, nei limiti in cui ciò è possibile con il massimo impegno degli inquirenti e degli appartenenti alle forze dell'ordine, consapevoli delle forti carenze di organico con le quali dobbiamo quotidianamente convivere".
La presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi ha assicurato il pieno sostegno dell’Assemblea toscana alle iniziative volte a mantenere alta l’attenzione istituzionale e politica su un fenomeno che minaccia non solo l’economia ma la stessa convivenza sociale. Don Andrea Bigalli di Libera ha messo in guardia dal rischio di assuefazione di fronte al pericolo mafioso strisciante, rivolgendo un elogio ai giornalisti "per l'attenzione e la denuncia continua".
Patrizia Lattarulo, dirigente dell’Irpet, ha presentato dati preoccupanti sulla piaga delle imprese che “appaiono e scompaiono” e sulla loro capacità di impossessarsi di aziende storiche, parte integrante del tessuto produttivo regionale. Il seminario, moderato dal presidente dell’Associazione Stampa Toscana Sandro Bennucci, ha visto la partecipazione di numerose firme della cronaca giudiziaria toscana.

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Foto © Devid Tronchin