VIDEO - Tescaroli: ''Dal governo attacchi inauditi ai magistrati, si recuperi sobrietà istituzionale''
Il procuratore di Prato a Nova: “Giustizia? Servono processi più rapidi e adeguare gli organici di magistrati e forze dell’ordine”
“Credo che occorra recuperare una sobrietà istituzionale nei rapporti tra i poteri dello Stato. Vi deve essere un rispetto reciproco e soprattutto deve essere salvaguardata l’indipendenza del magistrato. Abbiamo assistito a degli attacchi inauditi, non solo per i contenuti ma anche per le modalità, e questo dovrebbe far riflettere tutti, non solo i magistrati”. Così il magistrato Luca Tescaroli ha parlato a “Nova – Parola all’Italia”, la due giorni di confronto, partecipazione e discussione della base M5S, rispondendo a una domanda sui continui attacchi del governo Meloni contro la magistratura.
“I magistrati - ha aggiunto il procuratore capo di Prato - sono soggetti alla legge e applicano le leggi; quando le applicano non possono essere accusati o delegittimati. Credo che la magistratura e le forze dell’ordine siano un presidio fondamentale per la società: hanno operato nell’interesse di tutti, hanno dato un grande contributo nel contrasto al crimine mafioso, al terrorismo, alla corruzione, al dilagare dell’inquinamento criminale dell’economia che affligge il nostro Paese. E dunque sarebbe auspicabile un rispetto e una collaborazione per il lavoro che viene fatto”.
Sempre in merito al governo, alla domanda se il governo Meloni abbia fornito strumenti migliori o peggiori per la lotta alla criminalità organizzata, Tescaroli ha dichiarato che si potrebbe “fare di più di quanto è avvenuto”. Ad esempio rispetto al contrasto “delle criminalità straniere, che continuano a conquistare spazi nel panorama criminale del nostro Paese. E in questo settore si potrebbe davvero fare molto”.
Sul tema, Tescaroli ricorda l’importanza di un’estensione delle norme sulla collaborazione di giustizia anche agli stranieri: “Rappresenterebbe un punto di forza”. Oltre a “lavorare sugli interpreti di lingua cinese, che purtroppo sono così rari e difficili da trovare: sono preziosi per le indagini e meriterebbero un’attenzione particolare”.
Il magistrato punta poi alla reintroduzione dell’abuso d’ufficio e alla piena utilizzabilità delle intercettazioni, essenziali per le indagini ai colletti bianchi. Entrambi questi strumenti “si inseriscono in un catalogo necessario, perché l’abuso d’ufficio è l’anticamera della corruzione ed eliminare questo reato è un vulnus all’azione di contrasto del crimine organizzato. Se si eliminano questi reati diventa, obiettivamente, un favore al crimine mafioso. Ancora, la restrizione nell’utilizzo delle intercettazioni è un elemento negativo”.
Stesso discorso vale per l’introduzione dell’interrogatorio preventivo precedente alle misure di custodia cautelare. “Se noi interroghiamo, ad esempio, un imprenditore cinese il quale ha grande capacità di movimentazione in Italia e all’estero e lo avvisiamo che si procede per sfruttamento lavorativo nei suoi confronti, è evidente che rendiamo difficile l’esecuzione di una misura cautelare”.
Mafia silente è mafia potente
Insieme all’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho (oggi deputato) e all’attuale europarlamentare del M5S Giuseppe Antoci, Tescaroli ha parlato della mafia oggi in Italia. “Quando non si parla di mafia e quando questa adotta una strategia silente è il segno evidente che è stato raggiunto un equilibrio funzionale al perseguimento degli interessi propri dei sodalizi mafiosi e non hanno bisogno di ricorrere alla violenza”, segnala Tescaroli. “Nel nostro Paese solo a seguito di delitti eccellenti vi è stata un’attenzione da parte delle istituzioni e della collettività. Non a caso Paolo Borsellino diceva che ci vuole un morto ammazzato all’anno per mantenere viva l’attenzione. Le organizzazioni mafiose prosperano sul silenzio e contano su una continuazione nella quale non si parli di loro”.
Sicurezza per i cittadini, che fare?
Ultimo punto toccato nel panel, in vista delle prossime elezioni, è la sicurezza e la lentezza dei processi. Tema caldo di questa campagna elettorale, anche per il M5S. “Credo sia fondamentale impostare una politica giudiziaria che privilegi la celerità delle risposte, che è un requisito fondamentale nell’interesse della collettività e dei cittadini, che devono avere risposte in tempi rapidi sulla responsabilità o meno degli imputati”, afferma il procuratore. “E devono sapere se, nei giudizi civili, una persona ha ragione o torto in tempi molto rapidi. Si può ristrutturare il nostro codice di procedura penale partendo innanzitutto da un adeguamento degli organici della magistratura e delle forze dell’ordine, che in molte realtà sono sottodimensionati; si dovrebbero fissare tempi rapidi per definire le richieste di misure cautelari che si presentano ai gip; si deve porre rimedio a una realtà nella quale si attende anche due anni per avere una risposta da parte del giudice”.
Non solo. “I processi devono esaurirsi in un arco di tempo molto contenuto e per tutto questo occorre avere delle risorse adeguate e quindi invertire la situazione attuale, per rendere efficiente la giustizia, che è uno dei servizi principali assieme alla sanità”, ha concluso.
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