Terremoto in Venezuela: le vittime salgono ad almeno 235, oltre 50 mila dispersi
La presidente Delcy Rodríguez annuncia l'arrivo di squadre internazionali di soccorso. Roma e Washington inviano aiuti, morto italo-venezuelano ma potrebbero esserci altri italiani sotto le macerie
E’ di oltre 235 morti, 4300 feriti e circa 50.000 dispersi (tra questi anche 7 giocatori della nazionale giovanile) il bilancio terribile del devastante terremoto che nella notte di martedì e mercoledì ha colpito il Venezuela con due scosse di magnitudo da 7.2 e 7.5 della scala Richter. Lo riporta il sito web venezuelano dedicato alle persone scomparse. Il sito permette alle persone di condividere i dettagli e l'ultima posizione dei propri cari, nella speranza di contribuire alle operazioni di ricerca e soccorso in tutto il paese.
Le squadre di soccorso sono poche e male attrezzate: non hanno i macchinari necessari per smuovere le macerie e tentare di salvare le persone ancora sotto i calcinacci. Tanti sono costretti a spostare i calcinacci a mani nude. Lo denunciano tanti parenti delle persone intrappolate sotto le case crollate, parlando ai cronisti che sul posto stanno raccontando sui social questo tragico momento. In tanti hanno preso l'iniziativa, di unirsi ai pochi vigili del fuoco e ai volontari, negli sforzi per cercare di smuovere le montagne di calcinacci anche a mani nude.
Sono 3.000 gli italiani che vivono nell'area attorno all'epicentro del terremoto che ha devastato il Venezuela. Un numero che sale a 65.000 italiani se si prende in considerazione l'intera area colpita dal sisma. A riferire i dati è Maria Teresa Del Re, consigliera dell'Unità di crisi della Farnesina che seguirà la missione italiana in Venezuela in partenza da Pratica di Mare. "C'è una situazione complicata - spiega -, le operazioni di ricerca e soccorso vanno avanti lentamente. Sia l'unità di crisi che il consolato stanno ricevendo da ieri numerose telefonate da parte di nostri connazionali che vivono lì. Si tratta di una situazione molto fluida". La consigliera ha confermato il decesso di una persona italo-venezuelana, ma - ha spiegato - non si esclude la possibilità che ci siano altre vittime italiane "vista l'entità del terremoto".
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha visitato lo Stato di La Guaira, tra le aree più colpite dal devastante terremoto, e ha confermato l'arrivo di squadre internazionali di soccorso per rafforzare le operazioni di ricerca dei superstiti. Rodriguez ha ribadito che l'obiettivo resta quello di "recuperare il maggior numero possibile di persone vive" dalle macerie degli edifici crollati. I primi soccorritori attesi provengono dalla Repubblica Dominicana e dovrebbero arrivare nelle prossime ore.
Un primo distaccamento militare statunitense, guidato da un generale dei Marines, è arrivato venerdì a Caracas per "coordinare" gli aiuti americani alle vittime del doppio terremoto in Venezuela, ha annunciato l'esercito americano. Washington ha anche sospeso fino ad ottobre le sanzioni a Caracas. Stamattina un team di vigili del fuoco formato da 41 unità partirà per il Venezuela. Il dispositivo dei vigili del fuoco, organizzato dal Centro operativo nazionale del Viminale, è composta da 25 esperti del Modulo Usar Ita-02, specializzati nelle complesse operazioni di ricerca e soccorso sotto le macerie. A loro si affiancheranno 2 tecnici per la valutazione dello scenario emergenziale, 12 operatori del modulo Tast (Technical Assistance and Support Team), dedicati al supporto logistico e cartografico della base operativa sul campo, e 2 specialisti Co.Em. (Comunicazione in Emergenza) per il coordinamento del flusso comunicativo. In questo momento ci sono oltre 70mila famiglie venezuelane senza un tetto. Lo ha reso noto il ministro dell'Interno parlando alla tv pubblica, aggiungendo che a La Guaira, lo stato più colpito dal terremoto, sono crollati 100 edifici. Le aree più danneggiate nello stato sono Caraballeda e Catia La Mar.
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