Solidarietà totale dal mondo dell’antimafia (e non solo) al nostro redattore Jamil El Sadi
A difesa dell’attivista querelato da Chiara Colosimo anche esponenti del PD e M5S. Repici: “Riuscirò a farle confessare il depistaggio in Commissione antimafia”
Un fiume di solidarietà, da Nord a Sud, è arrivato dal mondo antimafia a sostegno, nonché a protezione, del redattore di ANTIMAFIADuemila e attivista di Our Voice Jamil El Sadi, querelato da Chiara Colosimo per il suo intervento in via D’Amelio a Palermo lo scorso 19 luglio. Un discorso in cui il giovane denunciava i rappresentanti del governo Meloni venuti a commemorare la strage nonostante i provvedimenti legislativi prodotti dall’esecutivo che danneggiano la lotta alla mafia; e il tentativo della maggioranza di riscrivere la storia delle stragi. A partire dalla strage di via d’Amelio. La notizia della querela della presidente della Commissione parlamentare antimafia, pubblicata su Il Fatto Quotidiano e rilanciata da altre testate, ha scatenato l’indignazione delle principali realtà antimafia del paese. Specialmente i familiari delle vittime di mafia. Esemplari le parole di Salvatore Borsellino, che in occasione della conferenza in memoria della strage di Via dei Georgofili, ha affermato: “La querela di Chiara Colosimo nei confronti dell'attivista Jamil El Sadi, è stata fatta per intimidire me, che a Jamil, ai giovani di Our Voice, ho affidato la gestione del giorno della memoria del 19 luglio”. “Jamil - ha aggiunto il fondatore del movimento delle Agende Rosse - ha detto le stesse cose che avrei detto io, che ero sullo stesso palco perché ero stato io a chiamarlo. E quelle parole sono pronto qui a ripeterle per farle mie, come sono pronti a farlo tutti gli aderenti al movimento delle Agende Rosse”.
A sostegno di Jamil El Sadi anche una lettera pubblicata sul sito dell’associazione Wikimafia e sottoscritta da altre 36 realtà. “Anziché confrontarsi nel merito di questa accusa, la presidente Colosimo ha preferito querelare per la seconda volta un giornalista (in precedenza lo aveva fatto con Saverio Lodato), ricordandoci peraltro l’importanza del recepimento della Direttiva Ue sulle cosiddette Slapp (Strategic lawsuits against public participation), cui l’Italia non ha ottemperato entro lo scorso 7 maggio, lasciando quindi senza tutele dalle azioni legali temerarie tutti coloro che prendono parte attiva nel dibattito democratico”, si legge nella lettera firmata da associazioni e centri studi. Tra questi anche il Centro studi Pio la Torre. Emilio Miceli, presidente del centro, reputa ingiusta la scelta di Colosimo, aggiungendo che El Sadi "si batte per affermare i diritti di libertà e giustizia a Palermo. Si può non essere d'accordo, ma è necessario essere tolleranti, soprattutto se si ha la responsabilità di un tema così delicato, e anche così divisivo come quello della lotta alla mafia". Solidarietà anche dalla CGIL di Palermo. "Le denunce di Jamil sono legate a fatti oggettivi: l'iniziativa governativa ha indebolito la legislazione antimafia e adottato alcuni strumenti, come l'abrogazione dell'abuso d'ufficio e il limite alle intercettazioni, che limitano l'azione di contrasto alla mafia. Si contesta a Jamil El Sadi quello che diciamo tutti”, affermano Mario Ridulfo e Olga Giunta del sindacato.
Dietro il redattore di ANTIMAFIADuemila anche il supporto dei principali partiti di opposizione. "Si tratta - hanno affermato diversi componenti M5s nelle commissioni Antimafia e Giustizia - di un nuovo inquietante attacco mosso dal potere nei confronti di quella antimafia sociale, giovanile e autentica che tiene viva la ricerca delle verità nascoste. Jamil esprime il dissenso di coloro che hanno perso la fiducia nell'antimafia istituzionale". Esprimo a Jamil la mia solidarietà politica e personale”, scrive in una nota Mariangela Di Gangi, consigliera comunale del Partito Democratico a Palermo. “Non solo perché considero quelle parole una critica politica pienamente legittima, ma perché trovo preoccupante che il dissenso, soprattutto quando riguarda temi delicati come le stragi, la giustizia e il rapporto tra potere e mafie, venga affrontato attraverso le querele. Non penso affatto che quelle parole rappresentino un fatto isolato o personale. Al contrario, credo che interpretino la preoccupazione di tanti e tante rispetto a un clima politico nel quale troppo spesso vengono delegittimati magistrati, giornalisti, studiosi e voci critiche impegnate sui temi della lotta alla mafia e della ricerca della verità. Jamil non è solo nell’esprimere queste posizioni e non sarà solo neanche nell’affrontare questa vicenda”. Jamil El Sadi ha nominato come difensore Fabio Repici, legale di numerosi familiari delle vittime di mafia. “Confido che riuscirò a farle confessare il depistaggio che sta facendo oggi la Commissione antimafia”, ha detto l’avvocato intervenendo a Firenze alla conferenza per ricordare la strage di Georgofili. Colosimo “dovrà spiegare che cosa sono state le riunioni preliminari ai lavori della commissione, fatte da lei col generale Mori, con gli esponenti del Partito Radicale e con l’avvocato Trizzino”.
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