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Sisma in Venezuela, i morti salgono a 920: “La Guaira è cimitero a cielo aperto”

Al lavoro oltre 1600 soccorritori dall’estero. Morta la cittadina palermitana che era risultata dispersa

AMDuemila

E’ sempre più drammatico il bilancio del terremoto che ha devastato il Venezuela: i morti sono saliti a 920, mentre restano oltre 50mila i dispersi. Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso, rafforzate dall'arrivo di squadre di emergenza da nove Paesi; arrivati i team di Italia e Germania. Intanto una nuova scossa di magnitudo 4.9 è stata avvertita nel nord del Paese. La Guaira "puzza di morte, è diventata un cimitero a cielo aperto”, affermano attivisti dell'organizzazione per i diritti umani Provea, la più antica del Paese. Nella cittadina devastata dal sisma si trovano lungo le strade, vicini ai calcinacci, molti corpi senza vita ancora non portati via. L'Ong ha ricordato che "lo Stato ha l'obbligo di garantire operazioni di recupero dignitose per ogni vittima e le loro famiglie". Inoltre il combinato disposto tra a i detriti, l'immondizia, il calore (con temperature fino a 40 gradi) e i corpi in stato di decomposizione stanno creando un serio rischio di infezioni o virus che potrebbero minacciare la salute dei sopravvissuti che da due giorni dormono per strada. Secondo l'Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), che cita le sue stime preliminari, potrebbero essere fino a circa 7 milioni le persone colpite dal devastante doppio terremoto del 24 giugno in Venezuela. "Le proiezioni, basate sui dati disponibili relativi alla popolazione e sull'analisi dei danni, includono fino a 2 milioni di persone nella sola Caracas ed evidenziano il potenziale impatto umanitario di vasta portata del disastro, mentre proseguono le valutazioni", sottolinea l'Oim. L'agenzia Onu spiega di avere ricevuto le prime analisi di mappatura satellitare , in collaborazione con Microsoft AI for Good Lab, e che da queste si evince che il 31,5% degli edifici a Catia La Mar sia stato danneggiato. Queste valutazioni stanno aiutando gli operatori umanitari a identificare le comunità più colpite e a dare priorità alla fornitura di assistenza salvavita, mentre proseguono le valutazioni sul campo.

Al lavoro oltre 1600 soccorritori dall’estero

Oltre 1.600 soccorritori sono arrivati da tutto il mondo per aiutare i venezuelani dopo i devastanti terremoti di mercoledì. Lo ha riferito il vice ministro degli Esteri venezuelano per l'Europa e il Nord America, Oliver Blanco. "Il Venezuela ha ricevuto 17 voli con più di 1.600 membri delle squadre di soccorso e nelle prossime 24 ore è previsto l'arrivo di altri 25 voli. Apprezziamo il sostegno e la solidarietà della comunità internazionale", ha scritto su X. A Caracas sono giunti volontari ed esperti da Italia, El Salvador, Messico, Repubblica Dominicana, Svizzera, Ecuador, Spagna, Cile, Colombia, Olanda e Stati Uniti, ha spiegato la presidente Delcy Rodriguez. Altri dieci paesi stanno inviando aiuti. "I danni sono concentrati su un'area devastata”, ha dichiarato Ciro Bolognese, team leader del modulo Usar dei vigili del fuoco che è operativo già dalle prime luci dell'alba a La Guaira, la cittadina costiera a pochi chilometri da Caracas dove sono crollati numerosi edifici a causa del terremoto di due giorni fa.
"La giornata non è mai finita. Si lavora senza sosta già dal nostro arrivo. Al momento stiamo allestendo il campo base allo stadio del baseball di La Guaira nella zona dove insiste l'Ucc (il centro di coordinamento di tutti i team Usar) insieme con squadre da tutto il mondo. Accanto a noi abbiamo la Germania, l'Ecuador, il Cile...".

Morta la donna di origini siciliane che era dispersa in Venezuela

È morta anche Francesca Mannina, la seconda siciliana che risultava dispersa dopo il terribile terremoto in Venezuela. La donna era originaria di Balestrate, in provincia di Palermo. Il compagno della donna era stato ritrovato vivo ieri. A dare la notizia lo zio Davide Emma sui social. "Addio, nipotina dal cuore immenso - scrive su Fb. Sempre pronta a incoraggiare, a donare speranza e augurare il bene. Ora il terremoto ti ha portata via e il dolore che hai lasciato è indescrivibile. Grazie di cuore a tutti coloro che ci sono stati vicini e che fino all'ultimo si sono uniti alla nostra speranza di poterti ritrovare indenne”.

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