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VIDEO - Scarpinato: ''Falcone capì che i registi di neofascisti e mafiosi erano gli stessi''

L’intervento dell’ex procuratore generale di Palermo alla conferenza di ANTIMAFIADuemila per il 34° anniversario della strage di Capaci

AMDuemila

"Falcone capisce che mentre al nord i registi della strategia della tensione si erano avvalsi dei neofascisti come esecutori di stragi e di delitti, al sud gli stessi registi si erano avvalsi dei mafiosi", a dirlo è l’ex procuratore generale di Palermo e oggi senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato durante il convegno “Falcone e Borsellino: la verità oltre la mafia – Servizi segreti, eversione nera e stragi di Stato”, organizzato da ANTIMAFIADuemila.
"Falcone fu il primo a comprendere il rapporto di compenetrazione organica che alcuni capi della mafia avevano instaurato con la P2, la più pericolosa e potente centrale di potere illegale del tempo. Quando Falcone nel 1989 imbocca la pista nera per l’omicidio Mattarella e chiede la cattura di Fioravanti e Cavallini come esecutori e punta su Gelli come mandante, entra in un tunnel dal quale non uscirà più sino alla strage di Capaci. Con quelle indagini Falcone aveva toccato la coda del serpente”, ha detto Scarpinato. Un serpente che iniziò a mordere e uccidere.

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