VIDEO - Salvatore Borsellino difende Our Voice: “Chiara Colosimo? Le querele come le bombe”
Il fratello di Paolo Borsellino attacca Chiara Colosimo al convegno sulla strage di Firenze
“Questa querela colpisce Jamil El Sadi, ma è stata fatta per intimidire me. A Jamil, al giovane di Our Voice, ho voluto affidare quest’anno la gestione del giorno di memoria del 19 luglio”. Con queste parole Salvatore Borsellino ha aperto il suo intervento in videocollegamento durante il convegno organizzato a Firenze nel 33° anniversario della strage di via dei Georgofili.
Nel giorno del 33° anniversario della strage di via dei Georgofili, durante il convegno “Strage e attentati: il mosaico incompiuto della verità giudiziaria”, organizzato a Firenze dall’Associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili insieme a ANTIMAFIADuemila e al Movimento Agende Rosse, Salvatore Borsellino ha denunciato in videocollegamento la querela mossa dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, contro l'attivista di Our Voice, nonché redattore di ANTIMAFIADuemila.
Un intervento lungo e durissimo, nel quale il fratello del magistrato assassinato in via D’Amelio ha anche collegato le stragi del biennio ’92-’93 a una più ampia “strategia criminale” che, secondo lui, coinvolge pezzi deviati dello Stato e apparati di potere. 
“Oggi, 27 maggio, anniversario in cui si commemora una delle più efferate stragi che hanno insanguinato il nostro Paese, a partire dalla Strage di Piazza Fontana, se non addirittura da Strage di Portella della Ginestra - ha detto Borsellino - facenti parte di una stessa strategia criminale volta prima a preservare gli equilibri politici con il cosiddetto pericolo comunista e poi, dopo la caduta del muro di Berlino, a sovvertirli per creare nuovi equilibri di potere nel nostro paese”.
Richiamando il legame tra la strage di Firenze e quelle di Capaci e via D’Amelio, Borsellino ha ricordato che “la strage di Via dei Georgofili, intimamente legata alle stragi che la precedono di un anno, Capaci e Via D'Amelio, è la prima in cui viene attuata la strategia suggerita da Paolo Bellini, recentemente condannato per la strage alla stazione di Bologna. Ovvero quella di attentare al patrimonio artistico della nazione”.
Ma il centro dell’intervento è stato l’attacco alla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Chiara Colosimo. “La presidente di una Commissione che si ostinano ancora a chiamare Commissione Parlamentare Antimafia - ha detto - e che invece sta tenacemente perseguendo lo scopo di cancellare da tutta questa serie di stragi che ancora chiamano di mafia e che invece dovrebbero chiamare di Stato, lo Stato deviato, le tracce di quella eversione nera e di quei servizi segreti che invece le macchiano indelebilmente”.
Borsellino ha quindi denunciato l’utilizzo delle querele come strumento intimidatorio nei confronti delle voci che esprimono dissenso: “Quello che una volta veniva fatto con le bombe oggi si fa con le querele. Si querelano le voci dissenzienti o chi si vuole mettere a tacere”.
“La querela che colpisce Jamil El Sadi è stata fatta per intimidire me - ha aggiunto - che a Jamil, e quindi ai giovani di Our Voice, ho voluto affidare quest'anno la gestione del giorno di memoria del 19 luglio”.
Borsellino ha poi ribadito di condividere integralmente le parole pronunciate dall’attivista durante quella manifestazione: “Jamil ha detto 10 mesi fa sul palco di Via d'Amelio le stesse cose che avrei detto io, che ero su quel palco perché ero stato io a chiamarlo. E quelle parole sono pronto qui a ripeterle per farle mie, come sono pronti a farlo tutti gli aderenti al mio movimento, il movimento delle Agende Rosse”.
La strage di via d’Amelio, ha sottolineato Salvatore, rappresenta “una strage emblematica che certifica e rappresenta come Cosa Nostra e le organizzazioni criminali troppo spesso nel nostro paese sono state utilizzate da un sistema più alto delle stesse, da quello che viene chiamato il ‘deep state’, lo stato profondo”.
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Foto © Luca Staiano













