Nero su Bianco, magistrata Canepa: separazione carriere? Pm non cercherà più la verità
La questione della separazione delle carriere tra magistrati requirenti (pubblici ministeri) e giudicanti sta per essere messa alla prova con il voto, ormai prossimo, del 22-23 marzo. A far luce su nodi critici e implicazioni pratiche della riforma è intervenuta Chiara Canepa, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Torino dove si occupa di lavoro, diritti del malato e ambiente. La sua voce, raccolta in un’intervista di ANTIMAFIADuemila è stata al centro dell’ultima puntata di Nero su Bianco. Secondo Canepa, la separazione netta tra PM e giudici — spesso presentata come soluzione per garantire imparzialità — spezzerà l’unitarietà della funzione giurisdizionale, senza risolvere i reali problemi del sistema. La magistratura è un corpo unico, ha sottolineato, e la sua forza sta nella circolarità delle esperienze. Spezzare questo legame significa perdere una ricchezza di competenze. Si creerà un pm privo della sensibilità maturata come giudice e ne deriverebbe una giustizia a compartimenti stagni. La collaborazione tra PM e giudici è cruciale e la separazione indebolirà la lotta alla criminalità organizzata, proprio lì dove serve più coesione.
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