Nero su Bianco: la separazione delle carriere nel piano di rinascita democratica di Licio Gelli
Il ministro della giustizia Carlo Nordio ha detto di non sapere del piano di rinascita democratica di Licio Gelli, il gran maestro della loggia massonica P2, organizzazione criminale, eversiva e terroristica.
Eppure le sue trovate, così come quelle della maggioranza, sembrano esserne direttamente ispirate.
In questa puntata di Nero su Bianco, si riascolta la viva voce di Gelli e si prendono in esame i diversi punti del piano di rinascita democratica.
La prova “in calce” che la riforma sulla separazione delle carriere fosse stata elaborata dal Gran Maestro la fornì lo stesso Gelli in un’intervista di 17 anni fa a Pandora Tv (realizzata da Udo Gumpel e Philip Willan), ancora disponibile sul canale YouTube di ANTIMAFIADuemila.
La separazione delle carriere è solo uno di questi: tra gli altri figurano anche l'introduzione dei test psicoattitudinali per magistrati, introdotti con la riforma Cartabia; la modifica delle norme in tema di facoltà libertà provvisoria in presenza dei reati di eversione (già applicata con l'articolo 31 del decreto sicurezza che autorizza i servizi segreti a fare stragi e attentati); la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati, ancora non in vigore ma è ancora un tema molto caldeggiato da Forza Italia.
Gelli, nell'intervista, raccontava di aver abbozzato la proposta già nel 1975, sottolineando l’importanza della divisione delle carriere tra pm e giudici per le indagini preliminari: “Devono arrivare a quel posto di responsabilità mediante due concorsi diversi”. “Se vogliamo che l’imputato abbia giustizia, il gip e il pm si devono odiare, non devono andare a pranzo assieme. Oggi il pm e il gip vanno a letto assieme”, affermava.
Gelli confessava di aver pensato anche alla necessità di una visita psichiatrica obbligatoria per i magistrati ogni due anni. Non solo: “Avevo pensato di fargli fare una settimana di cella quando uscivano dal concorso”. Un modo per “calmierare” le loro decisioni, rendendoli - a suo dire - più cauti nell’emettere sentenze. L’intervista è datata dicembre 2008: era stato da poco eletto l’ultimo governo Berlusconi e il dibattito pubblico era acceso sulla riforma della separazione delle carriere prevista dal programma di governo. L’intervistatore domanda: “Dovrebbe chiedere il copyright a Silvio Berlusconi, perché pare abbia copiato la riforma”. Gelli sorride e scherza: “I diritti non me li danno, ma mi sento appagato”.
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