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Monaco, mafia e democrazia: Di Matteo e Reski a confronto con la società civile

Giorgio Bongiovanni

Perché la mafia non fa scandalo? Perché viene ancora percepita come folklore?”. È da queste domande che si è aperto l’incontro “Europa, Democrazia e il Potere della Società Civile”, che si è tenuto ieri sera a Monaco di Baviera, promosso da Rinascita e.V. e trasmesso in diretta streaming su ANTIMAFIADuemila. A porle è stata Valentina Fazio, presidentessa dell’associazione, che ha individuato subito il nodo culturale alla base della sottovalutazione del fenomeno mafioso, soprattutto fuori dall’Italia.


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L'intervento della presidentessa di rinascita e.V., Valentina Fazio © ACFB


Perché quando andiamo al ristorante a volte troviamo la pizza ‘mafioso’? Perché la coppola, il sigaro e la lupara ci fanno ridere?”, ha aggiunto, richiamando un immaginario diffuso che trasforma la criminalità in caricatura. “Quando un fenomeno criminale diventa caricatura e spettacolo, smette di essere percepito per ciò che è realmente”. Da qui la necessità di un’iniziativa pubblica che metta al centro informazione e consapevolezza: “La mafia non è folklore, bensì un crimine. E non è un problema solo italiano perché è ovunque”.


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Foto by rinascita e.V. Monaco di Baviera


L’incontro ha visto come protagonista il magistrato Nino Di Matteo, sostituto procuratore nazionale alla Dna, affiancato dalla giornalista Petra Reski, esperta di criminalità organizzata, e si è concentrato sul rapporto tra democrazia, potere e società civile in un contesto europeo. Nel suo intervento, Di Matteo ha allargato lo sguardo chiamando in causa anche il multilateralismo: “A Gaza e in Iran viene calpestato il diritto internazionale”, ha affermato, indicando una crisi che riguarda il rispetto delle regole su scala globale. Il riferimento ai conflitti contemporanei non è rimasto isolato, ma si è inserito in una riflessione più ampia sul rapporto tra diritto e potere. Quando le norme vengono aggirate o svuotate, ha sostenuto il magistrato, si crea uno spazio in cui prevalgono logiche di forza e interessi politici. Un meccanismo che, su un piano diverso, si ritrova anche nella capacità delle mafie di infiltrarsi nei sistemi economici e istituzionali.





Il confronto, moderato da Reski, ha toccato così sia il livello internazionale sia quello europeo, con particolare attenzione alla presenza delle organizzazioni criminali fuori dall’Italia. L’evento si è svolto al Carl-Orff-Saal con traduzione simultanea in tedesco, aprendo il dibattito anche al pubblico locale e non solo alla comunità italiana. Infatti, la sala era gremita di persone intenti a comprendere i pericoli delle infiltrazioni mafiose in Ue e anche cosa stesse rischiando la democrazia in Italia e nel mondo.


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Martina Kiderle, traduttrice della serata © ACFB


Nel corso della serata è emerso un filo comune: la necessità di superare stereotipi e semplificazioni che contribuiscono a rendere meno visibile il fenomeno mafioso. In questo senso, le parole di Fazio sono tornate centrali: “Protestare e ragionare per educare la società civile”, ha affermato, indicando un percorso che passa attraverso conoscenza e responsabilità collettiva. Il tema della società civile è stato ripreso anche nel dialogo con Di Matteo, come elemento fondamentale per la tenuta della democrazia. Non solo partecipazione formale, ma capacità di leggere i fenomeni, riconoscere le distorsioni e reagire.


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Nino Di Matteo e Petra Reski (foto tratta da instagram.com/petrareski)


L’incontro di Monaco si è configurato così come uno spazio di confronto su questioni che riguardano giustizia, informazione e cultura politica, evitando approcci celebrativi e puntando su un’analisi diretta e concreta dei problemi: dalle riforme attualmente in corso sulla magistratura fino alle grandi inchieste sul potere; dagli omicidi di mafia alle nuove forme di mafiosità; dal ruolo dell’informazione a quello della magistratura autonoma e indipendente. Concludendosi con una premiazione degli ospiti Nino Di Matteo e Petra Reski, da parte dell’associazione promotrice.


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Da sinistra: Valentina Fazio, Martina Kiderle, Petra Reski e Nino Di Matteo (foto tratta da instagram.com/petrareski)

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