Mafia, Giletti: "Baiardo mi mostrò foto con Berlusconi giovane, Delfino e Graviano"
La testimonianza del giornalista al processo a Firenze a carico dell’ex gelataio di Omegna, vicino ai fratelli Graviano

Nel corso dell’udienza del processo a carico di Salvatore Baiardo, celebrata a Firenze, il giornalista Massimo Giletti ha ricostruito davanti ai giudici alcuni incontri avuti con l’ex gelataio di Omegna, da anni ritenuto vicino ai fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, boss di Cosa nostra. Baiardo è imputato per favoreggiamento personale con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa e per calunnia aggravata nei confronti dello stesso Giletti e dell’ex sindaco di Cerasa, Giancarlo Ricca. L’imputato, assistito dagli avvocati Roberto Ventrella e Luca Bellezza, non era presente in aula ma ha partecipato all’udienza in collegamento da remoto.
Durante la deposizione, Giletti ha raccontato di essersi avvicinato a Baiardo dopo aver visto una puntata della trasmissione televisiva Report dedicata ai fratelli Graviano. “Dopo una serie di tentativi decise di partecipare alla trasmissione in onda su La7. Trattò i temi delle famiglie importanti della mafia siciliana. Aveva gestito la latitanza dei Graviano nei pressi del lago d'Orta”. Il giornalista ha poi ricordato un episodio avvenuto nell’estate del 2022, quando Baiardo lo contattò telefonicamente chiedendogli di raggiungerlo a Castano, vicino Milano, per mostrargli qualcosa di “molto delicato”.
Secondo quanto riferito in aula, l’incontro si svolse in un bar. “Baiardo fece una premessa - prosegue -. ‘Ciò che ti dirò farà il giro del mondo, capirai poi a settembre’. Intuii che agiva così perché voleva essere ritenuto credibile su una futura notizia”. A quel punto, ha raccontato Giletti, Baiardo avrebbe estratto dalla giacca una fotografia scolorita. “Salvatore Baiardo estrasse dalla giacca una foto scolorita: riconobbi un giovane Silvio Berlusconi in maglione blu e il generale Francesco Delfino. Erano seduti al tavolino di un bar in piazza sul lago d'Orta insieme a un giovane sconosciuto. Baiardo mi rivelò che era Giuseppe Graviano”.
Il conduttore ha spiegato che quella fotografia sarebbe stata mostrata per consolidare un rapporto di fiducia professionale in vista di successive rivelazioni. “Mostrandomi la foto intendeva maturare la mia fiducia professionale in vista di ciò che mi avrebbe detto in seguito - ha continuato il giornalista -, cioè che Matteo Messina Denaro sarebbe stato catturato a gennaio. Mi spiegò che la foto non era nella sua disponibilità, se non in quel momento. Era un affabulatore e abile politico”. Giletti ha inoltre aggiunto: “Ho sempre pensato che Baiardo fosse figlio di un accordo sotterraneo. Mi sono documentato e ho parlato con investigatori degli anni '90: lui poteva dire la verità o depistarti”.
Nella stessa udienza era atteso anche Paolo Berlusconi, fratello di Silvio Berlusconi, convocato come testimone dalla procura. L’editore però non si è presentato in tribunale, facendo pervenire un certificato medico per giustificare l’assenza.
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