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Luci spente su Cuba

Blackout, fame e sanzioni: dentro la crisi che sta mettendo in ginocchio l’isola

Giuseppe Cirillo

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A quasi settant'anni dall'ingresso di Fidel Castro all'Avana, Cuba è alle prese con una delle crisi più gravi della sua storia. Da mesi, l'isola attraversa una vera e propria emergenza economica e sociale che ha già messo in ginocchio milioni di cubani, stretti in una morsa che non lascia respirare. L'inflazione è ormai fuori controllo, i beni di prima necessità scarseggiano sempre di più, i blackout sono sempre più frequenti e il sistema produttivo appare gravemente compromesso.

Ad aggravare ulteriormente una situazione già disastrosa si aggiunge la drastica riduzione delle forniture energetiche provenienti dal Venezuela. In seguito all'operazione militare statunitense del 3 gennaio scorso, che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e al successivo cambio di assetto politico venezuelano, maggiormente allineato agli interessi di Washington, Cuba ha subito conseguenze dirette, perdendo una delle sue principali fonti di approvvigionamento energetico.

Così, nelle città come nelle campagne, procurarsi cibo, carburante e medicinali è diventata una vera e propria sfida quotidiana. I salari hanno perso gran parte del già limitato potere d'acquisto rimasto, mentre il costo della vita continua a crescere. Ospedali, scuole e servizi pubblici operano tra enormi difficoltà, mentre il turismo, storica fonte di valuta per il Paese, non è mai riuscito a riprendersi completamente dal duro colpo subito durante la pandemia da Covid-19.

Per molti abitanti dell'isola, la situazione attuale appare persino più difficile rispetto al “Periodo Speciale” degli anni Novanta, quando il crollo dell'Unione Sovietica trascinò Cuba in una profonda recessione. Per decenni, fino a quel momento, Mosca aveva garantito all'Avana petrolio a prezzi agevolati, aiuti finanziari e un mercato privilegiato per le esportazioni cubane, soprattutto lo zucchero. Quando questo sostegno venne meno, l'economia cubana perse improvvisamente gran parte delle proprie risorse.

Anche allora le carenze di cibo e beni essenziali erano all'ordine del giorno, così come i blackout che potevano durare parecchie ore. I trasporti erano quasi paralizzati a causa della carenza di carburante, mentre la produzione agricola e industriale subì un forte crollo. Aumentarono anche malattie e decessi legati alla malnutrizione.

Oggi, e in particolare dopo la caduta di Maduro provocata dall'intervento degli Stati Uniti, la storia sembra ripetersi. Secondo molti cubani, però, la situazione sarebbe addirittura peggiore rispetto a quella vissuta negli anni Novanta.

Le sanzioni USA e l'allarme delle Nazioni Unite
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Immagine di copertina by Paolo Bassani. Realizzata con supporto IA